sabato 15 dicembre 2018
In foto: A Marina centro, almeno prima che la pioggia ricominciasse a cadere questo pomeriggio, era finito alle 15 il divieto di balneazione scattato dopo l'apertura degli scarichi a mare, avvenuta più volte nei giorni scorsi. Di fatto, però, stamattina erano in tanti a fare il bagno o semplicemente passeggiare proprio nei 300 metri di spiaggia dove qui c'era il divieto.Se un allarme per la salute non c'è, si pone il tema della carenza di informazioni ai bagnanti.
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sab 11 giu 2011 16:25 ~ ultimo agg. 00:00
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I cartelli col divieto di balneazione ci sono, ma francamente sono difficili da notare. I bagnini, ci spiegano, non hanno l’autorità di dire alla gente di non entrare in acqua, possono eventualmente solo informare. Di fatto, nessuno sembrava sapere del divieto stamattina in spiaggia. E così, in pochi minuti di osservazione, abbiamo visto davvero tanti entrare in acqua nei punti dove nei giorni scorsi sono confluite le acque reflue. Qualcuno, lo ha fatto consapevolmente, per propria scelta. Altri, specie i turisti, no.
“Non ne sapevamo nulla, siamo stati qui due giorni e ora stiamo per ripartire” dicono due ragazzi tedeschi, stupiti quando gli facciamo notare il cartello. Una signora poco distante invita la figlioletta a fare il bagno, proprio allo sbocco del canale tra il bagno 27 e il 28. “Non ne sapevo nulla, sono di Monza, siamo appena arrivati”. E’ così con tutti quelli che fermiamo per intervistare. Troviamo anche un riminese, un signore che sta facendo surf approfittando delle onde di questa mattina. “La preoccupazione per la salute c’è, ma non potendo rinunciare allo sport, semplicemente cerco di cadere in acqua il meno possibile. Ho visto in diretta la situazione anche nei giorni scorsi, quando hanno aperto gli scarichi. Davvero indecente”.

A parte i cartelli, e il sito dell’Arpa che aggiorna i dati sulla balneabilità ogni mattina, a chi spetta informare? Al Comune, che però avrà l’obbligo di adottare una comunicazione più efficace, come i pannelli elettronici, solo entro marzo 2012. Va detto che l’esperienza decennale di Arpa ha dimostrato che dopo 24 ore da eventi come questi la carica batterica delle acque risulta già molto diminuita e che la durata delle 48 ore per il divieto è una soglia di ulteriore garanzia. I monitoraggi, però, restano quelli da calendario, non ne vengono fatti di straordinari in occasione dell’apertura degli scarichi. D’altra parte l’Italia, avevano spiegato nei giorni scorsi presentando i dati sulla balneabilità i vertici regionali, ha adottato limiti più severi rispetto al resto d’Europa per il monitoraggio della presenza di batteri. Per farla breve, non ci sono allarmi per la salute, ma resta la domanda se non si possa fare qualcosa da subito per informare meglio chi magari, sapendolo, eviterebbe di fare un bagno dove sono appena passate le fogne.

(NewsRimini.it)

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