domenica 16 dicembre 2018
In foto: Il Governo rinuncia del tutto al diritto di superficie per le spiaggie e lo toglie dal decreto sviluppo. L'annuncio è arrivato oggi nel corso delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Si prospetta ora un ritorno al dialogo con le Regioni.
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mar 14 giu 2011 17:07 ~ ultimo agg. 00:00
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Alla Camera governo e relatori hanno accolto alcuni emendamenti soppressivi della norma che portava a 20 anni il diritto di superficie sugli arenili. La materia potrebbe ora essere affrontata in un altro provvedimento, forse nell’articolo 21 della Legge comunitaria. Rimangono invece intatte le norme sui distretti turistici.

La marcia indietro definitiva del Governo darebbe stata determinata dalla confusione generata sull’argomento, con anche un primo passo indietro, dopo pochi giorni dall’emanzione del decreto sviluppo, sulla durata: che, per intervento del Presidente della Repubblica Napolitano, era passata da 90 a 20 anni. Il diritto di superficie aveva anche scatenato le proteste degli ambientalisti, per il timore di una colata di cemento sulle spiagge, anche perchè col diritto di superficie, a differenza che con le concessioni, ci sarebbe stato meno potere da parte dello Stato nello stabilire le dimensioni delle strutture che potevano essere edificate.

“Del respingimento della procedura di infrazione da parte dell’Europa si occuperà la legge comunitaria” spiega l’onorevole del Pdl Sergio Pizzolante, che segue da tempo la questione. “Per quanto riguarda invece il provvedimento nuovo che riscrive le regole di durata e affidamento delle concessioni, nei prossimi giorni saranno convocate le categorie e le Regioni per concordare il percorso da fare e le possibili soluzioni. Stiamo valutando se fare una legge ad hoc o utilizzare uno strumento legislativo già esistente e aggiungerci una norma. Riprende ora il confronto tra il Governo, le Regioni e le categorie”.

Una decisione che non delude i bagnini. Anzi. Confartigianato e OASI, in una nota esprimono soddisfazione per la decisione del Governo di stralciare dal Decreto Sviluppo la parte riguardante il diritto di superficie. “E’ ciò che Confartigianato e OASI hanno sempre richiesto, perché la concertazione fra Governo, Regioni e Associazioni è in realtà la strada più percorribile per arrivare ad una soluzione definitiva”. “Ora – spiega ancora l’associazione – confidiamo nel senso di responsabilità di tutti per contribuire all’adozione di provvedimento che salvaguardi la professionalità degli operatori, che rispetti lo normativa europea e chi schiuda un orizzonte di investimenti e di innovazione. Siamo a disposizione del Ministro Fitto per avviare da subito un lavoro comune”.

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