giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Da domani potrebbero iniziare a farsi sentire, a Rimini come nel resto d'Italia, gli effetti dell'introduzione della cedolare secca sugli affitti. Da domani l'inquilino potrà denunciare l'affitto in nero e ottenere una riduzione fino al 90%.
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lun 6 giu 2011 13:26 ~ ultimo agg. 00:00
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Un unica tassa in sostituzione di Irpef, Imposta di Registro e di Bollo. Questa l’opportunità che offre la cedolare secca sugli affitti. Il provvedimento, che rientra nel pacchetto sul federalismo municipale, è stato presentato nella sua stesura definitiva un paio di mesi fa. Tante le richieste di chiarimenti arrivate al sindacato inquilini SUNIA di Rimini. “Si sono rivolti a noi molti proprietari per chiedere se la cedolare conveniva oppure no – spiega a IcaroTv Andrea Buttafuoco, responsabile del SUNIA Rimini – sulla base delle nostre verifiche dovrebbe convenire ai proprietari con un reddito imponibile superiore ai 28mila euro. Il risparmio può arrivare ad un migliaio di euro l’anno.”
In tutte le altre circostanze è necessario invece valutare “caso per caso”. Due le aliquote comunque previste dalla cedolare: al 21% sugli affitti a canone libero e al 19% su quelli a canone concordato. La tassazione sugli affitti sarà così proporzionale al canone pattuito e non terrà conto del reddito del proprietario.
Il provvedimento dovrebbe servire anche a combattere il fenomeno degli affitti in nero e delle quote “fuori busta”: per i proprietari pizzicati le sanzioni vanno dal 200 al 480% dell’imposta dovuta. Per regolarizzarsi senza oneri il tempo però è scaduto oggi.
“Da domani – spiega Buttafuoco – se viene un inquilino e chiede di regolarizzare il contratto per il proprietario sono grosse beghe. Oltre alle sanzioni, il rischio è che il contratto in essere si trasformi in un 4+4 con il canone massimo pari a tre volte la rivalutazione del valore della rendita catastale (ndr. la riduzione media del canone è stata calcolata intorno al 70%). E a Rimini questi valori sono particolarmente bassi.”
Come particolarmente diffuso è il “malcostume” degli affitti in nero o in grigio.
Nonostante questo negli ultimi due mesi solo una persona (un inquilino tra l’altro) si è recato al Sunia a chiedere la regolarizzazione del contratto. “Forse il messaggio e i rischi connessi – dice Buttafuoco – non sono stati percepiti dai proprietari che erano molto più interessati a chiedere indicazioni sulla soluzione più economica”.
Il provvedimento però, secondo il Sunia, non risolverà i problemi del settore. “C’è di buono che il valore del canone viene congelato e non c’è la rivalutazione Istat – spiega il responsabile del Sunia – però, visto che il proprietario ogni anno ha la facoltà di decidere o meno se applicare la cedolare secca, non si può certo parlare di un grande incentivo per gli affitti.”

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