domenica 16 dicembre 2018
In foto: Le Organizzazioni Professionali Agricole della provincia di Rimini, Cia e Confagricoltura, sono preoccupate per la vicenda batterio Killer. La psicosi sta determinando un crollo verticale nelle vendite di cetrioli ed ortaggi in genere, anche a Rimini. Le OOPPAA nazionali chiedono all'Unione Europea di intervenire. Cia e Confagricoltura richiedono con urgenza il Tavolo verde provinciale
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ven 3 giu 2011 13:44 ~ ultimo agg. 00:00
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Le Organizzazioni Professionali Agricole della provincia di Rimini, Cia e Confagricoltura, hanno scritto a Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco ErraniAssessore Agricoltura Emilia Romagna Tiberio RabboniPresidente della Provincia Stefano Vitali Assessore Agricoltura Provincia di Rimini, Jamil Sadegholvaad Sindaci di Rimini, Santarcangelo e Bellaria-Igea Marinaesprimono esprimendo forte preoccupazione per l’evoluzione della vicenda batterio Killer sul cetriolo, protagonista dello scandalo alimentare tedesco.

‘Purtroppo la psicosi sta determinando un crollo verticale nelle vendite di cetrioli ed ortaggi in genere, anche nella nostra realtà locale, fortemente vocata all’orticoltura. Come sempre in presenza di scandali alimentari le conseguenze piu’ gravi si scaricano sui produttori agricoli che vedono repentinamente distrutto immagine, lavoro e reddito. Bisogna fare subito chiarezza! Occorre dare notizie certe proprio per scongiurare il pericolo che allarmismi ingiustificati possano determinare un crollo ulteriore anche in Italia, nei consumi di verdure e ortaggi freschi, con gravi danni per i produttori agricoli. Le OOPPAA nazionali chiedono all’Unione Europea di intervenire immediatamente con informazioni precise e trasparenti su quanto sta avvenendo in Germania, dove si registrano i casi sospetti. Al momento, purtroppo, non è chiara ancora la fonte di contaminazione del batterio Eschericchia Coli. Quelle relative ai cetrioli o altri ortaggi, infatti, sono semplici ipotesi. Come non si conosce la fase della filiera in cui è avvenuto il contagio. La stessa chiarezza deve arrivare anche dalla Germania, dove si sono riscontrate le contaminazioni, a danno non solo dei consumatori tedeschi, ma anche di persone di diversa nazionalità, che hanno contratto l’infezione mentre si trovavano proprio in Germania.
Cia e Confagricoltura di Rimini, ricordano ancora una volta che in Italia i controlli sono rigidi e funzionano. Le nostre produzioni di verdure e ortaggi sono sicure e facilmente riconoscibili dall’etichetta di origine, che per il settore dell’ortofrutta è obbligatoria per legge.
Tutto cio’ premesso, Cia e Confagricoltura di Rimini chiedono alle istituzioni locali e regionali di farsi portavoce e di allertare i livelli istituzionali nazionali ed europei affinchè si intervenga con urgenza come la casistica comporta, a tutti i livelli su due fronti:
1- sostenere una campagna di comunicazione a favore delle produzioni locali e nazionali perché sono sicure, controllate, tracciate e garantite; a maggiore ragione valorizzando le produzioni locali che nel caso riminese rientrano nella tipologia della filiera corta e del mercato di prossimità. Informare i consumatori circa le norme igienico sanitarie da rispettare per scongiurare ogni pericolo: basta un accurato lavaggio e mondatura dell’ortaggio;
2- sostenere gli agricoltori che in questo momento registrano forti perdite di prodotto e di reddito , valutando l’ipotesi di risorse dedicate per questa crisi di consumi.

Cia e Confagricoltura richiedono un incontro urgente del Tavolo verde provinciale per esaminare le azioni concrete da portare avanti.
Il Presidente Cia Rimini Valter Bezzi Il Presidente di Confagricoltura Franco Paesani

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