venerdì 14 dicembre 2018
In foto: Intervista al playmaker degli Angels Santarcangelo.
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lun 6 giu 2011 15:16 ~ ultimo agg. 00:00
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Forse è arrivato il momento di dirselo l’un con l’altro. Una, cento, mille volte e anche di più, perché il momento della feste e delle riflessioni post promozione non può che partire da qui, dalla grandezza di una stagione fantastica – si legge in una nota degli Angels -.

Stefano Marisi, è arrivato il momento di dire “siamo stati davvero bravi”?
«Penso proprio di sì, è arrivato. Tante volte, durante la stagione, è giusto rimanere coi piedi per terra, stare calmi, tranquilli e pacati anche dopo le vittorie. Spesso nell’ambiente del basket di categoria ci si è chiesto quest’anno “Ma come fa Santarcangelo a essere lì?”. Siamo stati bravi, lo possiamo dire, ma non è che esistano segreti particolari: è “solo” che abbiamo lavorato dal 16 agosto con lo spirito giusto. Poi si dice che
la fortuna aiuti gli audaci: beh, noi lo siamo stati».

Quando vi siete resi conto che l’impresa poteva essere alla portata?
«Dopo le prime vittorie di regular season non pensi a come finirà, poi, col maturare del percorso, ti guardi in faccia e dici “proviamo a vedere cosa succederà”. Nei playoff, dopo un primo turno difficile con Roncade, è stata la volta di Ravenna e di una vittoria nella serie che abbiamo meritato con tre ottime partite. A quel punto, battuta un’avversaria come l’Acmar, abbiamo pensato davvero che dovevamo provarci. È andata
bene e siamo contentissimi».

E non si può dire che a livello di infortuni sia sempre andato tutto alla perfezione…
«È così, tutti a turno hanno avuto diversi problemi. Il segreto, però, è stato che nel momento in cui veniva a mancare un pezzo dell’ingranaggio, tutti gli altri davano qualcosa in più. Quando non c’era un giocatore gli altri salivano di livello, è stato fondamentale».

Lo dimostra anche come abbiate distribuito i punti in stagione…
«Chi più, chi meno, tutti si sono resi protagonisti e questo nei playoff diventa un vantaggio ancora più importante, visto che gli avversari non hanno un solo obiettivo da marcare stretto».

Come sta assaporando la promozione in A?
«Beh, c’è da dire che nell’immediatezza magari non ce ne siamo resi conto, abbiamo festeggiato com’era giusto ed è stato comunque fantastico. Adesso però, col passare dei giorni, ci guardiamo in faccia e cominciamo a capire. Personalmente sono strafelice: ho avuto la fortuna anche in passato di essere promosso, ma qui bisogna ricordare che in B Dilettanti nel 2010/2011 esistevano quattro gironi da 15/16 squadre, il che significa che solo 4 squadre su più di 60 hanno centrato l’obiettivo massimo. Un bel viaggio,
un’impresa fantastica».

Dediche?
«A parte quelle per compagni, coach, staff e società, voglio ringraziare in particolare la mia ragazza che mi è stata vicino e anche tutti quelli che mi hanno supportato in questa bella stagione».

(nella foto, Stefano Marisi)

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