domenica 20 gennaio 2019
In foto: Quasi duemila persone hanno partecipato ieri alla via Crucis di Comunione e Liberazione sulla spiaggia, guidata dal vescovo Francesco Lambiasi accompagnato da mons. Mariano De Nicolò, vescovo emertito di Rimini.
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lun 18 apr 2011 16:59 ~ ultimo agg. 00:00
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Tra le autorità istituzionali e politiche, di vario schieramento, presenti, anche il presidente della provincia Stefano Vitali.

“I quasi duemila partecipanti hanno attraversato un tratto della spiaggia riminese, alla sequela della Croce – recita la nota di commento trasmessa da CL di Rimini – rendendo presente, come segno efficace, uno sguardo diverso sulla vita cittadina. Rimini, come l’Italia e il mondo intero, grida una presenza diversa, un giudizio diverso, una vita diversa. Rimini, desidera, spesso senza esserne cosciente, che non vincano la morte, il limite e la confusione che tutti gli ambiti dell’esistenza sembrano testimoniare oggi più che mai.
Questo sguardo diverso, questa “resurrezione ora”, presente qui e adesso in un popolo che cammina unito dallo sguardo buono di un Dio che muore per te, è per tutti e a tutti è stato portato.
E’ quanto di più caro vogliamo testimoniare alla città – prosegue la nota – non in pii momenti che siano episodi a lato del vivere, ma nell’intera nostra esistenza, ovvero in quell’intrigo di vicende che attanaglia la vita di noi tutti.
Ieri, in maniera suggestiva e persuasiva, grazie a canti della tradizione popolare e colta, ad immagini di bellezza suggestiva, a profonde meditazioni e ad uno spettacolare tramonto che ha accompagnato l’ultima stazione, i partecipanti alla via crucis hanno avuto modo di fare esperienza di questa novità.
La sequela di quell’uomo, del Cristo morto e risorto, proseguirà nel nostro quotidiano, e combatteremo la battaglia propria di ogni uomo, ovvero il duro mestiere di vivere, più lieti e certi che Cristo, centro del cosmo e della storia, può cambiare me e cambiare il mondo.
L’appuntamento di mercoledì 20 in Duomo alle ore 21 – conclude la nota – è per sperimentare nuovamente la bellezza che nel risorto non sfiorisce, aiutati dalla musica di Pergolesi, eseguita di fronte al crocifisso della scuola riminese di Giotto”.

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