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Sovraffollamento carceri. A Rimini ci sono 97 detenuti ‘di troppo’

Rimini

5 aprile 2011, 14:27

in foto: Su una capienza di 123 detenuti, nel carcere di Rimini ce ne sono ben 220 con un tasso di sovraffollamento del 178,86%. Un dato preoccupante ma in linea con la media regionale dove, sommando tutti gli istituti di pena, a fronte di una capienza di 2394 sono detenute 4.306 persone.

I dati, aggiornati al 31 gennaio, sono stati diffusi a Bologna in occasione della presentazione del progetto itinerante del teatro in carcere.

La nota della regione

Teatro e carcere: un protocollo e una rassegna dall’8 aprile per sviluppare progetti e proporre esperienze, laboratori, itinerari di un percorso che ha come principale finalità il recupero e il reinserimento sociale delle persone detenute.
Il teatro dunque non solo come esperienza legata alla rappresentazione scenica, ma come fondamentale funzione di collegamento con la società, per favorire nelle persone detenute il percorso di reinserimento sociale e la tutela del diritto alla salute intesa come benessere fisico, psichico e sociale. Ma il teatro viene visto in quest’ambito anche come veicolo di crescita personale e opportunità di cambiamento per i detenuti-attori, in un mutamento delle modalità relazionali di chi vive l’esperienza del carcere.
Princìpi cardine su cui si è fondata un’intesa tra Regione Emilia-Romagna, Coordinamento Teatro Carcere e Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria.

Il Protocollo e la rassegna sono stati presentati questa mattina a Bologna, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali alla Cultura Massimo Mezzetti e alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, il provveditore regionale del Dipartimento di amministrazione penitenziaria Nello Cesari, Cristina Valenti, consulente scientifico del progetto “Stanze di Teatro in Carcere” e Paolo Billi, portavoce del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.
“In questo momento così delicato per il carcere, a livello non solo nazionale ma anche regionale, a causa delle gravissime condizioni legate al sovraffollamento degli istituti, un’esperienza come quella del teatro – ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – è fondamentale per i detenuti. Fondamentale perché, innanzitutto, li aiuta a sopportare la fatica quotidiana di vivere compressi e reclusi. Per le persone ‘ristrette’, impiegare il proprio corpo in questo linguaggio totale che è il teatro, rappresenta indubbiamente un’opportunità di incontro e di confronto”.
L’assessore Mezzetti ha quindi sottolineato come “questo modo di fare cultura non significhi proporre una mera sequenza di appuntamenti bensì un percorso che, come in questo caso, si caratterizza per i grandi e significativi risultati raggiunti. In un impegno come questo – ha aggiunto Mezzetti – il teatro esprime il suo grande potenziale come fondamentale fattore di benessere, capacità che in questa regione si estrinseca anche in altre importanti esperienze con il coinvolgimento di realtà a sostegno dei diversamente abili o del disagio psichico”

Il Protocollo
Si parte dalla necessità di sviluppare programmi tesi al recupero ed al reinserimento sociale dei cittadini detenuti e dimessi dal carcere.
Oltre ai princìpi fondamentali sulla funzione sociale e di tutela del benessere veicolati dalla pratica, il Protocollo vuole promuovere progetti di collaborazione e di circuitazione delle esperienze di teatro carcere in Emilia-Romagna presso i teatri, sempre nel rispetto dei vincoli connessi all’esecuzione della pena dei soggetti coinvolti.
Tali compiti sono affidati a un tavolo tecnico regionale, che dovrà creare una rete nel settore del teatro in carcere e promuovere rapporti con altre realtà territoriali ed istituzionali, individuare e definire percorsi di confronto e collaborazione con altre esperienze di teatro in carcere, non solo a livello territoriale. Inoltre, il gruppo tecnico ciascun anno dovrà esaminare e condividere un programma annuale delle attività proposto dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.
Il Protocollo d’intesa è valido fino al 2015.

La rassegna (Bologna, Ferrara, Modena)
Il progetto Stanze di Teatro in Carcere 2011 si inaugura venerdì 8 aprile alle 15,30, all’interno della più ampia programmazione del Centro La Soffitta-Dipartimento di Musica e Spettacolo Università di Bologna.
Il progetto, nato dal Coordinamento Regionale Teatro Carcere Emilia Romagna, è realizzato grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna (30 mila per il 2011) e degli enti teatrali che ospitano le tre diverse tappe: la prima a Bologna (8-15 aprile), nell’ambito della XXIII stagione del Centro La Soffitta; la seconda fissata per il 6 giugno a Ferrara, presso la Fondazione Teatro Comunale, e l’ultima il 28-29 ottobre a Modena, presso i teatri di Ert Emilia-Romagna Teatro Fondazione.
Attraverso le tre tappe, il progetto si propone di approfondire le tematiche relative al lavoro teatrale che da oltre un ventennio è portato avanti nelle carceri della regione. Saranno presentati momenti di lavoro, spettacoli, interventi e testimonianze che vedranno la partecipazione di ospiti di grande prestigio e permetteranno al pubblico di avvicinarsi alle pratiche e ai risultati artistici, ma anche al pensiero, al dibattito e alle sfide che il Teatro Carcere stimola e lancia al di là dei suoi perimetri. Un territorio teatrale per molti versi nascosto, che necessita del giusto riconoscimento come una delle espressioni più fertili dell’innovazione e delle nuove professionalità.
Il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, dopo il primo forum regionale, promosso dal Teatro Nucleo di Ferrara nell’aprile 2009, si è costituito in associazione e lavora a costruire una rete finalizzata a favorire la visibilità delle diverse realtà regionali, promuovendone le interazioni con le politiche culturali e sociali del territorio.

Parte da Bologna (8-15 aprile) l’itinerario fra le “stanze” regionali del teatro in carcere, che vedrà il pubblico spostarsi fra diversi spazi, allestiti all’interno dei Laboratori Dms/Manifattura delle arti (via Azzo Gardino, 65/a), per incontrare momenti di lavoro performativo e di approfondimento.
Il percorso si aprirà alle 15,30 con l’installazione teatral-musicale “Spoon River Story – La collina In-Cantata”, realizzata da Gruppo Elettrogeno e I Fiori Blu con gli attori detenuti della Casa Circondariale di Bologna; alle 16,30 si passerà alla lectio del principale regista nazionale del settore, Armando Punzo (Compagnia della Fortezza di Volterra); alle ore 17 è prevista una dimostrazione di lavoro condotta da Stefano Tè del Teatro dei Venti di Modena con i detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, liberamente ispirata all’opera teatrale “Caligola” di Albert Camus. Il pomeriggio si conclude alle 18 con un “dialogo teatrale”, coordinato dal giornalista Massimo Marino, tra il sostituto procuratore di Bologna Maria Longo e il regista bolognese Paolo Billi (Teatro del Pratello). L’introduzione della giornata sarà di Cristina Valenti (docente Dms, curatrice del progetto). Ospite d’eccezione Dori Ghezzi.
Tutti gli eventi pomeridiani sono a ingresso libero.

Le serate saranno dedicate a una rara rassegna di spettacoli che hanno come protagonisti gli attori detenuti.
Si aprirà con il debutto in prima nazionale (8 aprile, ore 21 Teatro dei Laboratori Dms) de “Il sogno di Faust”, l’ultima opera firmata dalla regia di Armando Punzo per la Compagnia della Fortezza, la più importante esperienza nazionale del settore. Lo spettacolo, che si ispira liberamente al “Faust” di Fernando Pessoa, vede in scena l’attore detenuto Jamel Soltani che, vestito da cuoco, si esibisce nella preparazione di cibi utilizzando prodotti raccolti dagli immigrati, sullo sfondo di immagini di repertorio fra le quali si riconoscono i fatti di Rosarno in Calabria. Sorta di Pulcinella straniero, l’attore condensa in un gioco scenico di grande talento l’arte della mimetizzazione e quella della seduzione teatrale, fra momenti di smarrimento e inviti alla risata.
Sabato 9 aprile alle 21 (Laboratori Dms, via Azzo Gardino, 65/a) Teatro Nucleo e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara presentano “Il mio vicino”, spettacolo diretto da Horacio Czertok con l’attore ex detenuto Monceff Aissa.
Infine, giovedì 14 e venerdì 15 aprile nell’ambito delle attività dell’Arena del Sole – Nuova Scena (che collabora al progetto) sarà presentato “La verità salvata da una menzogna”, con gli attori detenuti della Casa circondariale di Bologna e di Botteghe Molière, diretti da Paolo Billi (Sala InterAction, 21,30). Lo spettacolo, ispirato all’opera di Fëdor Dostoevskij, è l’esito di tre anni di lavoro presso la Casa circondariale della Dozza di Bologna.
Le successive tappe del progetto (a giugno e ottobre) vedranno il contributo e l’ospitalità della Fondazione Teatro Comunale a Ferrara e di Emilia Romagna Teatro Fondazione a Modena, enti che collaborano al progetto Teatro Carcere in Emilia-Romagna.

I dati sulle carceri

DATI REGIONALI

Sono presenti complessivamente 4.306 detenuti (dei quali oltre 2.200 stranieri), con un tasso di sovraffollamento rispetto alla capienza regolamentare del 179,87% (dati al 31 gennaio 2011). I condannati (cosiddetti definitivi) sono 2.057. Le misure alternative (al 31 dicembre 2010) sono 1.062

Per quanto riguarda il personale, sono previsti in pianta organica oltre 2.400 agenti; di fatto l’organico assegnato è di 1.990 unità, gli agenti operanti circa 1.700. Sono presenti 37 educatori

I detenuti lavoranti alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria sono circa 800, quelli non alle dipendenze circa 100. Circa un centinaio i detenuti iscritti a corsi di formazione

DATI NAZIONALI

Al 31 dicembre 2009 erano presenti 64.791 detenuti (dei quali 24.067 stranieri), con un tasso di sovraffollamento del 149,50%. I condannati erano 33.145. Al 31 dicembre 2010, i detenuti risultano essere 67.961 (dei quali 24.954 stranieri), con un tasso di sovraffollamento del 150,95%. I condannati sono 37.432

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L’IMPEGNO DELLA REGIONE

Risorse regionali (politiche sociali) per l’anno 2011:
euro 245.000 “Programma carcere” (destinatari, i Comuni sede di carcere che aggiungono a loro volta almeno 73.500 euro). Priorità d’intervento, gli sportelli all’interno del carcere (mediatori) e il reinserimento socio-lavorativo

euro 100.000 (LR 3/08) per reinserimenti socio-lavorativi e accompagnamento. (destinatari, i Comuni sede di carcere). I progetti si sviluppano insieme a Uepe (Uffici di esecuzione penale esterna)

Progetto ACERO per reinserimenti sociali e tirocini formativi: richiesta a Cassa Ammende di finanziamento, ancora senza risposta

Progetto “Cittadini sempre” per lo sviluppo della rete volontariato e comunicazione

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