mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Con l'avvicinarsi dell'estate, torna alta l'attenzione sulle gestioni spericolate degli alberghi. Patrizia Rinaldis, presidente dell'Associazione Albergatori di Rimini, spiega le ragioni che stanno portando al protocollo d'intesa con la Provincia e le altre categorie.
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lun 18 apr 2011 17:52 ~ ultimo agg. 00:00
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Lavoratori che manifestano sul lungomare perchè non pagati, un hotel intero messo sotto sigillo, il Comune di Rimini costretto a cercare una sistemazione alternativa per 134 turisti rimasti senza camera. Tutto a cavallo del ferragosto. La vicenda dell’Hotel Mosè di Torre Pedrera l’anno scorso ha lasciato il segno.

Quest’anno sembra che la società coinvolta, la Costa Romagna, non abbia intenzione di gestire interi alberghi, almeno a Rimini, ma stia prendendo in affitto camere in altri hotel con il meccanismo del vuoto per pieno, per poi riaffittarle attraverso un tour operator.

Ma tutti, sindacati, amministratori locali e albergatori, si stanno muovendo per cercare di evitare altri casi. “Sono fatti negativi che rischiano di vanificare tutto il lavoro promozionale della Riviera” spiega l’assessore provinciale al turismo, Fabio Galli. “Per questo come Provincia di Rimini abbiamo deciso di mettere intorno a un tavolo tutte le categorie e le istituzioni per discutere di come affrontare questo problema e prendere qualche misura concreta”.

La Provincia sta lavorando a un protocollo basato su una proposta dell’Associazione Albergatori. Che come prima cosa, chiede controlli rigorosi sulle società che prendono in gestione gli alberghi della riviera.

“Quando ai Comuni arrivano le richieste di autorizzazione – spiega la presidente dell’AIA Patrizia Rinaldis in un’intervista a Icaro Tv – bisogna prima di tutto verificare la solvibilità delle persone, che abbiano sempre pagato i dipendenti, che non abbiano subito dei reclami, che non ci siano situazioni al limite della legalità. Ci sono tante situazioni correlate che contribuiscono a fare di una persona un professionista o no”.

Da parte sua, l’AIA si impegna a sensibilizzare gli albergatori e a promuovere politiche che favoriscano le gestioni locali: “Bisogna che i nostri alberghi restino in mano a professionisti, possibilmente riminesi. Purtroppo la Riviera è diventata una terra di conquista per imprenditori che di professionale non hanno nulla”.
Pensa che il vostro settore sia a rischio di infiltrazioni mafiose? “Ho difficoltà ad addentrarmi in questo argomento – risponde la Rinaldis. – Quello che dico è che sicuramente alcuni di questi imprenditori hanno poco a che fare con il turismo”.

(Newsrimini)

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