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Lo Stato abusa di credulità popolare. Un lettore commenta dati su giochi

Rimini

19 aprile 2011, 10:23

in foto: Un invito a non giocare condito con la saggezza delle vecchie generazioni che giocavano al massimo due colonne al totocalcio. Alla notizia del terzo posto di Rimini nella graduatoria delle spese per gioco pubblico d'azzardo, arriva il commento di un lettore.

“Chi gioca al lott’ e spera da venc’, scappi di’ strac’ e bocca in ‘nti cenc”:
ma chi glielo va a dire a questi qui che si rovinano con il lotto che sono dei poveracci, che non ci si arricchisce col lotto!?
Che come suggerisce il detto dei cugini pesaresi
“dagli stracci si finisce nei cenci” -Abuso della credulità popolare”, il nostro Codice contempla anche questa tipologia di reato, sapete?? E non è un abuso approfittare di persone che, solitamente, non conoscono quelle elementari
nozioni di calcolo delle probabilità che suggeriscono che questo genere di giochi sono una presa in giro, che a vincere è sempre il banco, che sul lungo periodo vinci 10 e perdi 100 e vai ad ingrassare le società che gestiscono il
business. E che Stato è mai quello che manda i suoi figli ad economicamente suicidarsi con i giochi di azzardo? “vinti … milioni a Canicattì” e la gente abbocca, spera nel colpaccio, quello che ti “sistema per tutta la vita“.
Ca(…)te, ca(…)te! Il lavoro ti sistema, il gratta e vinci ti svuota le tasche. Io abitavo sopra uno di questi punti scommesse: che facce vedevo ogni giorno!.
Sguardi persi nel vuoto, testa fra le mani a volte, passo incerto, entrano con ‘queste schedine in mano belli balzandosi e ne escono avendolo poi se ci pensiamo eh dai avendolo preso dove non batte il sole. E il giorno dopo è
lo stesso rituale, ogni pretesto è buono per giocare, giocano su tutto.
Giocherebbero anche sulla partitella scapoli ammogliati. E finiscono per perdere tutto, infatti sono ridotti tutti in bicicletta o quasi, oh! Il lotto poi che ti rovina la massaia che si spende i risparmi di una vita!? “sono malattie, sono persone da curare”: mah per me andrebbero assolutissimamente vietati, cambiati le leggi, messi fuorilegge i giochi di azzardo. Ma Rimini al
III posto mai l’avrei l’avrei immaginato! Mio babbo giocava in società con il suo amico Tonelli 2 colonne al totocalcio Ogni sabato. Da lì non si è mai mosso. “Mai alzato la posta”, lui davvero non si è rovinato. Però: 1 probabilità su un milione e mezzo, questo era giocarsi una colonna sperando nel colpo da un miliardo, cioè zero, io che ho studiato glielo dicevo inascoltato.
Non giocate amici riminesi,mamme e papà, date retta, vi prendono in giro, comprate qualcosa ai vostri bambini con quei 5, 10, o 1000 euro o non so!

Cordiali Saluti,
Arduino Pari-Rimini Grottarossa

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