lunedì 21 gennaio 2019
In foto: Le vendite al dettaglio a febbraio hanno registrato una variazione nulla (dato grezzo) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso ed un incremento dello 0,1% (dato destagionalizzato) rispetto a gennaio.
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ven 22 apr 2011 14:51 ~ ultimo agg. 00:00
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Lo comunica l’Istat, rilevando che le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,3% in termini tendenziali e dello 0,2% in termini congiunturali; mentre quelle di prodotti non alimentari sono diminuite dello 0,1% su base annua e sono rimaste invariate su base mensile.

Tra i prodotti non alimentari, i risultati delle vendite sono piuttosto eterogenei, in termini tendenziali: si va dall’aumento più sostenuto messo a segno dai prodotti farmaceutici (+1,4%) alla diminuzione più marcata raggiunta dai supporti magnetici e strumenti musicali (-7%). Male anche gli elettrodomestici, radio, tv e registratori (-1,9%) e i giochi, sport e campeggio (-1,5%). Tra i gruppi che registrano aumenti, invece, anche foto-ottica e pellicole (+1%), utensileria per la casa e ferramenta (+0,7%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+0,6%).

BENE SOLO DISCOUNT, +1,5% VENDITE ALIMENTARI – Continuano a registrare un segno negativo le vendite negli ipermercati, che a febbraio, tra le diverse tipologie di esercizi a prevalenza alimentare, registrano il calo più marcato con un -2,2% annuo. Al contrario, gli unici a segnare un incremento delle vendite sono i discount di alimentari, con un +1,5% sempre nel confronto con febbraio 2010. E’ quanto emerge dalle rilevazioni Istat. In generale, nella grande distribuzione le vendite a febbraio registrano una diminuzione dello 0,3% annuo, mentre aumentano dello 0,1% annuo nei piccoli negozi.

CONSUMATORI, CONTINUA RISTAGNO VENDITE – “Continua il ristagno delle vendite”; i segnali sul fronte dei consumi sono ancora “estremamente preoccupanti” per l’economia del Paese: così Adusbef e Federconsumatori commentano i dati Istat sul commercio al dettaglio, rimasti invariati a febbraio nel confronto annuo. Per “una vera ripresa – dicono le due associazioni di consumatori – è indispensabile il rilancio della domanda di mercato”, partendo da “una detassazione per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, di almeno 1200 euro annui” (ANSA)

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di Redazione
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