lunedì 21 gennaio 2019
In foto: L'A.N.P.I. di Rimini invita tutti i candidati a sindaco di Rimini a celebrare il 25 aprile, festa della LIberazione, e a sottoscrivere un documento democratico e antifascista.
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ven 22 apr 2011 08:43 ~ ultimo agg. 00:00
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L’Appello ai candidati sindaco e alla cittadinanza

Quest’anno, 150° dell’Unità d’Italia, il 25 aprile, data che di fatto ha chiuso il tragico periodo della dittatura fascista durante il quale tutti gli italiani furono privati della propria libertà politica e civile e l’Italia divenne campo di battaglia, assume un significato simbolico particolare.

Come in un nuovo Risorgimento, la Resistenza ha permesso l’inizio di una nuova era: i valori della Resistenza infatti sono stai ispiratori di solidarietà, giustizia sociale, rispetto e hanno permesso sviluppo, democrazia e pace oltre che porre le basi politiche per la stesura della nostra Carta Costituzionale.

Anche Rimini è risorta su questi valori: i Partigiani e gli Antifascisti che hanno combattuto per la libertà della nazione hanno poi contribuito alla ricostruzione morale e materiale della città.

Per questo l’Anpi, associazione che riunisce i Partigiani e gli Antifascisti di ieri e di oggi, lancia un appello a tutti i candidati sindaco perché non solo celebrino consapevolmente il 25 aprile, ma perché sottoscrivano un patto democratico e antifascista con la cittadinanza. Invitiamo quindi i candidati sindaco di tutte le parti politiche a partecipare alle celebrazioni della Liberazione e prendere la tessera dell’Anpi così da sottolineare, come gesto simbolico, l’adesione a valori che sono fondanti della nostra città, perché diventino punto di partenza e riferimento dell’azione politica del futuro sindaco. Concludiamo questo nostro appello facendo nostre le parole che il presidente dalla repubblica Giorgio Napolitiano ha pronunciato durante i festeggiamenti del 25 aprile dell’anno scorso.

“Così ritengo giusto che si concepisca anche la celebrazione di anniversari come quello della Liberazione, al di là, dunque, degli steccati e delle quotidiane polemiche che segnano il terreno della politica. Le condizioni sono ormai mature per sbarazzare il campo dalle divisioni e incomprensioni a lungo protrattesi sulla scelta e sul valore della Resistenza, per ritrovarci in una comune consapevolezza storica della sua eredità più condivisa e duratura. Vedo in ciò una premessa importante di quel libero, lungimirante confronto e di quello sforzo di raccoglimento unitario, di cui ha bisogno oggi il paese, di cui ha bisogno oggi l’Italia”

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