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Come prepararsi al prossimo terremoto. Presentato Io Non Tremo

Provincia

12 aprile 2011, 14:04

in foto: Liberi di conoscere e di convivere con il terremoto. Questo il sottotitolo dell'iniziativa Io Non Tremo pensata dall'ordine degli ingegneri di Rimini e dedicata alla sensibilizzazione sul rischio terremoti. L'appuntamento, in programma dal 7 al 21 maggio, coinvolgerà le scuole riminesi e molti esperti del settore.

1672, 1786, 1875 e, infine, 1916. Sono queste le date degli ultimi terremoti che hanno colpito Rimini provocando seri danni alla città. Secondo gli esperti al prossimo sisma potrebbe non mancare molto ed è importante accantonare le paure per preparasi a fronteggiare l’evento con lucidità. “Presumibilmente non dovremmo aspettare molto prima del prossimo terremoto sul territorio – spiega Romano Camassi, coordinatore Edurisk–Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia – Non ci si deve quindi solo preparare a gestire le emergenze ma si deve lavorare da subito a fare scelte di riduzione della vulnerabilità degli edifici.” Camassi evidenzia anche altri due aspetti su cui lavorare: il rispetto delle regole e la capacità di comportarsi da parte dei cittadini. Inutile ad esempio fuggire di casa, meglio cercare un rifugio sicuro all’interno (magari sotto ad un tavolo) e attendere che termini la scossa (in media di durata inferiore al minuto).

“Io non tremo”, il progetto voluto dall’ordine degli ingegneri e insignito anche di un riconoscimento dalla presidenza della Repubblica, si propone di sensibilizzare la popolazione partendo dai più piccoli con A Scuola di Terremoto. Mille gli studenti delle scuole primarie che, nei primi giorni della manifestazione (in programma dal 7 al 21 maggio), ascolteranno le testimonianze anche dei bambini de L’Aquila.
Obiettivo stimolare però anche gli amministratori: Rimini, per facilitare la ricostruzione post bellica, era stata tolta dalle zone sismiche per rientravi solo nel 1983. Il 70% del patrimonio edilizio è stato realizzato in proprio in quel periodo.
“Tutto il periodo della ricostruzione è avvenuta senza la vigenza di norme antisismiche – spiega Marco Manfroni, presidente dell’Ordine degli Ingegneri – va detto però che la vulnerabilità del tessuto urbano riminese è comunque migliore rispetto a quella di altri territori come L’Aquila.”
Gli ingegneri chiedono però incentivi per la messa a norma degli edifici, anche dal punto di vista energetico. “La maggior parte degli edifici costruiti negli anni ’50 e ’60 è ormai a fine vita. In questi casi la soluzione migliore è la demolizione e ricostruzione”.
Il costo si aggira sui 1400 euro al metro quadro, mentre per una messa a norma senza demolizione ne servono oltre 1000 con risultati non ottimali. Anche su questo aspetto l’ordine chiede attenzione al comune di Rimini che, dopo l’adozione del PSC, dovrà ora occuparsi del Piano Operativo Comunale.

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