giovedì 24 gennaio 2019
In foto: E' stato firmato questa mattina in Residenza comunale l'accordo fra Amir, Hera e Romagna Acque, sui lavori di ampliamento del depuratore di Santa Giustina, che permetterà la dismissione degli impianti di via Marecchiese e Bellaria-Igea Marina. Un'opera senza cui il nuovo piano delle fogne non poteva partire. Sul fronte dei cittadini non allacciati al depuratore, intanto, la situazione di Rimini appare buona se paragonata anche a grandi città.
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ven 15 apr 2011 15:26 ~ ultimo agg. 00:00
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Ancora firme per il raddoppio del depuratore di Santa Giustina, ma ora entro maggio si parte col bando, con l’obiettivo di arrivare a fine anno all’apertura del cantiere. 43 milioni il costo complessivo, 31 saranno spesi per il raddoppio della rete di depurazione. Soldi che verranno erogati da Romagna acque per stati d’avanzamento. Aumenti limitati in bolletta, assicura Hera, per gli utenti. Spiega il direttore di Hera Rimini Edolo Minarelli: “Pensiamo in autunno di assegnare i lavori e in due anni di concluderli. Seguirà poi un lungo periodo di messa a regime. Gli aumenti in bolletta saranno graduali nel tempo, perchè man mano che si fa nuovo capitale entrerà in tariffa. In modo quasi impercettibile, essendo un impianto che si ammortizza in 25 anni, e con costi di gestione non alti”.

Un’opera che spera faccia anche bene all’economia locale il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli. “Penso che parteciperanno dei raggruppamenti di imprese tante ditte associate che metteranno assieme professionalità industriali e artigianali. E poi voglio sottolineare che si tratta di un’operazione di sistema, visto che in questo momento da parte dei comuni più piccoli rispetto a Rimini c’è il tentativo di dire che Rimini è un po’ egoista: invece in questo caso ci siamo fatti carico di tutte le problematiche del comune di Bellaria”.

Il raddoppio del depuratore consente il via al nuovo piano delle fogne. Se il riordino è partito con anni di ritardo, hanno sottolineato più volte le associazioni ambientaliste, Rimini in fatto di depurazione non è messa male a confronto di altre realtà, comprese grandi città, come Milano, bacchettate anche in questi giorni dalla Cassazione per aver imposto la tassa sui depuratori anche ai cittadini delle zone non servite dal depuratore. Lo ha fatto in passato anche il comune di Rimini, in base a un principio poi ribaltato dalla Cassazione: il pagamento non solo dei servizi, ma anche i costi che servono a realizzare l’opera per avere in futuro quel servizio. Ma se comuni come quello di Milano hanno portato avanti dei contenziosi, Rimini aveva già scelto un’altra strada”. A chairirlo è Carlo Casadei, direttore Ato Rimini: “La provincia di Rimini dal punto di vista fognario è la più collettata dell’Emilia Romagna. Ci sono tre tipologie di utenti: quelli allacciati, quelli che non lo sono, ma che lo saranno con interventi successivi, e quelli per cui l’allacciamento non è previsto. Il pagamento non dovuto da parte di coloro che non sono allacciati di una tariffa di depurazione da noi riguardava poco più di 100 unità su una popolazione di 330mila abitanti. Famiglie che non pagano più questa tariffa già dall’anno scorso e che sono state rimborsate”. Ma per chi non è allacciato, come avviene la depurazione? “Si tratta di case sparse: dove vengono usate le vasche imox”.

(NewsRimini.it)

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