venerdì 18 gennaio 2019
In foto: Con la primavera alle porte e le prime giornate di tiepido sole forse non tutti ricorderanno l'ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia. Era solo un mese fa e ancora i disagi, specie nell'entroterra, sono evidenti. Tra frane e dissesti si stimano circa sei milioni di danni.
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mar 5 apr 2011 11:06 ~ ultimo agg. 00:00
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“L’ultimo evento meteorologico pesante sul nostro territorio – ricorda a Tempo Reale (Radio Icaro-Icaro Tv) Massimo Venturelli, dirigente dell’ufficio viabilità provinciale – risale ai primi tre giorni di marzo. Immediatamente, viste le abbondanti precipitazioni, la provincia ha chiesto alla Regione di richiedere lo stato di calamità e contemporaneamente ha inviato a tutti i sindaci una lettera per sollecitare una stima dei danni.”
Il termine per inviare questa documentazione era il 21 marzo e sono stati ben 19 i comuni che hanno relazionato i danni subiti. “Giovedì scorso – spiega Venturelli – abbiamo effettuato una ricognizione con tecnici della protezione civile nazionali (giunti appositamente da Roma) e regionali e con i colleghi del Servizio Tecnico di Bacino.”
Tra le situazioni di maggior disagio, evidenzia Venturelli, ci sono la frana lungo la strada per Coriano, la chiusura della provinciale 69 “Santa Cristina” ed anche alcune strade in Valmarecchia e Alta Valmarecchia. Le stime dei danni inviate dai comuni portano ad un totale di circa 6milioni di euro. Da evidenziare Torriana, 1milione; Sant’Agata, 1milione 55 mila; San Leo, 340mila; Saludecio, 500mila; Bellaria, 500mila per i problemi di erosione.
“Ora – prosegue Venturelli – la palla passa a Roma e speriamo che in due o tre mesi il Governo emetta un’ordinanza riconoscendo la situazione ed erogando le risorse necessarie”.
Nel frattempo gli enti procedono con le risorse che hanno. “La provincia – spiega Venturelli – sta per intervenire sulle situazioni di maggior disagio. Ad esempio in questi giorni ho ricevuto la mail di una signora che viene a lavorare a Rimini da Coriano dove lungo la strada sono stati posizionati semafori che consentono la circolazione alternata in unico senso marcia. Sono comprensibili i disagi per chi percorre questa via ogni giorno. Purtroppo però ora non possiamo intervenire perché il terreno si deve asciugare e le frane si devono assestare.”

Ma quali sono le cause che hanno portato le forti precipitazioni a portare tutti questi danni? “I motivi sono due – spiega Venturelli – da un lato c’è la morfologia del nostro terreno che è privo ci roccia e molto argilloso. Dall’altro però c’è la scarsa manutenzione: i fossi ad esempio sono fondamentali e c’è chi non sa neppure cosa siano. La manutenzione non si fa in un giorno ma servono tanti anni e nel momento in cui per molto tempo non viene attuata le conseguenze sono quelle che vediamo.”

Newsrimini.it

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