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Profughi da Lampedusa anche a Rimini? Dalla Regione nessuna certezza

Provincia

24 marzo 2011, 17:46

in foto: Oggi pomeriggio a Bologna c'è stato un incontro sulla gestione dei profughi in arrivo da Lampedusa. In attesa delle indicazioni del governo, l'unico criterio per ora resta la distribuzione sul territorio con il rapporto di un profugo ogni mille abitanti. Lo ha detto l'assessore regionale Teresa Marzocchi a margine di un convegno sull'integrazione che si è svolto nel pomeriggio a Rimini.

“L’unica cosa che sappiamo per ora è solo che i profughi dovrebbero essere distribuiti con un rapporto di mille ogni milione di abitanti. Questo per l’Emilia Romagna significa circa 4.500 profughi. Altro non sappiamo, restiamo in attesa delle indicazioni del governo: finché non sappiamo le condizioni non possiamo fare nulla”.

Non si sbilancia l’assessore regionale Teresa Marzocchi: al momento nessuna provincia viene esplicitamente esclusa dal piano per l’accoglienza dei profughi in arrivo da Lampedusa. Per Rimini, il rapporto 1 a mille significherebbe 330 migranti.

Ma sull’incontro che l’ha trattenuta a Bologna l’assessore non si sbottona. Oggi è a Rimini per parlare non di emergenza ma di integrazione. A partire dalla ricerca svolta dal polo universitario di Forlì sulle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena.

Nell’ambito dell’indagine nazionale Ismu 2010, i ricercatori forlivesi hanno intervistato 1.350 immigrati, 450 per provincia. In Romagna gli stranieri sono in media il 9% dei residenti (l’8,6 a Rimini). La metà di loro ha un lavoro stabile e guadagna tra gli 800 e i 1200 euro al mese. Il 30% invece è in una situazione di incertezza. Circa un immigrato su 5 è proprietario della casa in cui vive, il 50% è in affitto, il 30% in una situazione di difficoltà abitativa.

Dal punto di vista culturale, le tre province romagnole risultano tra le più integrate d’Italia.
Molti conoscono bene la lingua italiana, il 70% si trova bene e intende restare per un lungo periodo, l’80% è interessato a quanto accade in Italia e il 54% sente di appartenere sia alla comunità italiana che a quella di origine.

“Intendiamo puntare soprattutto sulla lingua – ha spiegato l’assessore Marzocchi – perchè crediamo che sia il fattore d’integrazione principale”.

(Newsrimini)

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