martedì 22 gennaio 2019
In foto: Cna e Confartigianato confermano gli scenari di luce e ombra disegnati dal rapporto economico della Provincia presentato nei giorni scorsi. Le imprese dell'artigianato della Provincia sono in grande sofferenza, eppure cresce il loro numero: un effetto della crisi che porta tanti a riconvertirsi in questo settore, da cui invece continuano a restare lontani i giovani.
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gio 31 mar 2011 14:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Se ne è parlato questa mattina alla presentazione delle imprese che il 31 maggio riceveranno il premio Artigianato e cultura d’impresa 2011.

E’ un grido di sofferenza, ma senza allarmismi, quello che viene dalle imprese artigiane in Provincia: 10mila quelle iscritte alla Camera di Commercio, ovvero un terzo del totale. Per molte di loro è piena crisi. Una crisi che genera anche effetti imprevisti e sorprendenti sull’occupazione nel settore. “Purtroppo la crisi non è finita” sottolinea Mauro Gardenghi, il segretario provinciale della Confartigianato. “Anzi, forse siamo nella fase più acuta. Dopo tre anni di sofferenze, molte aziende sono arrivate allo stremo. Non ce la fanno più, hanno bruciato la loro liquidità. Purtroppo le banche non sempre sono in grado o vogliono sostenerle. In controtendenza, nel 2011 abbiamo più imprese artigiane del 2010. Un fatto non del tutto positivo. Il fatto è che molti operai che hanno perso il lavoro, magari a 40 o 50 anni, si iscrivono all’albo delle imprese artigiane, per mettersi in proprio e tentare in questo modo di avere un reddito”. Secondo Salvatore Bugli, direttore provinciale Cna, “la ripresa avviene con lentezza e difficoltà. Ma se non ci saranno altri scossoni sui mercati finanziari, forse tra qualche mese ragioneremo su dati migliori di quelli di oggi”.

In un momento di crisi come questo, premiarle è ancora più importante. Sono 14 quelle scelte per la 14esima edizione del premio Artigianato e cultura d’impresa. Spiega Gardenghi: “Noi vogliamo premiare il coraggio. Vigliamo premiare il fatto che queste persone non creano lavoro solo per sè, ma anche per gli altri”.

Si è parlato anche della situazione di Carim.
Se fondamentale, per le piccole imprese dell’artigianato, è il sostegno al credito da parte delle banche, anche Cna e Confartigianato guardano con ansia alle sue vicende. Importante, dicono, avere il sostegno di un advisor come Mediobanca, ma fondamentale sarà far restare la banca riminese.

(NewsRimini.it)

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