martedì 22 gennaio 2019
In foto: Il nuovo regolamento per l'assegnazione di alloggi di edilizia pubblica ieri non è passato in consiglio Comunale a Rimini per la mancanza del numero legale.
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gio 31 mar 2011 18:38 ~ ultimo agg. 00:00
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Una farsa dettata da motivi puramente politici che va a penalizzare i cittadini, si sfoga oggi l’assessore alle politiche abitative del Comune di Rimini Anna Maria Fiori, che ricorda come il regolamento, e anche il punteggio assegnato ai residenti di lunga data, principale oggetto delle polemiche, fosse stato concordato con le associazioni di immigrati e i sindacati.

Il commento di Anna Maria Fiori:

In Consiglio Comunale, dopo aver approvato in 15 giorni piani che prevedono la costruzione di alcune migliaia di abitazioni di cui Rimini e la maggior parte dei Riminesi non sapranno che farsene, ieri sera, per approvare le modifiche al regolamento di assegnazione di alloggi di ERP, che, nei prossimi anni, se tutto va bene, o meglio, male, saranno 20 all’anno, si è consumata un’ indicibile farsa.
Una volta per tutte vorrei ristabilire alcune verità: quello di ieri sera, non era il regolamento portato dall’Assessore Fiori, ma un documento condiviso dalla maggioranza, dopo alcune “ ritarature” in termini di punteggio. Documento che ha avuto l’approvazione da parte di tutti i quartieri e che rispecchia fedelmente gli orientamenti del documento approvato dalla Provincia e adottato da tutti i comuni della stessa. Per questa ragione non ho ritirato il documento come mi era stato proposto, tanto più che conteneva modifiche e miglioramenti che era urgente attuare e poi era stato approvato lunedì c.m. in prima commissione.
Logiche che hanno a che fare più con la politica che con l’oggetto in questione, hanno fatto fallire miseramente un lavoro di mesi, non discriminatorio, come qualcuno ha tentato di enfatizzare, ma al contrario inclusivo, tanto che era stato condiviso anche con le associazioni immigrati e con i sindacati.
A questo punto che cosa ci si è perso con la non approvazione?
Innanzitutto la possibilità di far valere in modo consistente in termini di punteggio, l’onerosità dei canoni. In un territorio, dove gli affitti in nero o percentualmente in nero sono oltre il 70% , attribuire un punteggio consistente a chi paga canoni di 700 800 € e oltre, regolarmente registrati, avrebbe sicuramente spinto i cittadini, soprattutto quelli più vulnerabili, a non essere acquiescenti di fronte alla proposta di canoni registrati a metà! La cedolare secca sugli affitti di recente approvazione governativa, penalizzerà ulteriormente gli inquilini, ma non è stato tenuto in alcuna considerazione.
I vituperati 6000 punti attribuiti dopo 18 anni di residenza a Rimini non sono vessatori per gli immigrati dall’ Italia e non, sono punti stabili, per tutti, in quanto vanno a sopperire, laddove vengono a mancare dei requisiti (ad es: la maggiore età del figlio, la morte di un coniuge invalido, uno sfratto per morosità ) che fanno precipitare le domande agli ultimi posti della graduatoria.
Questa poteva e doveva essere una risposta ( seppure parziale) a tutti quei casi di fronte ai quali mi sono ritrovata impotente, persone che spesso si rivolgono alle redazioni dei quotidiani perché non sono riuscite a trovare risposte concrete ai loro bisogni.
Ieri sera la politica ha espresso il peggio di sé, camuffando attenzioni e sensibilità che appoggiano su ben altre basi! Che delusione!

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di Roberto Bonfantini
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