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Giappone. Allarme OMS: grave contaminazione nel cibo

CronacaNazionale

21 marzo 2011, 17:28

in foto: I tecnici presso la centrale nucleare di Fukushima sono riusciti ad allacciare i cavi dell'elettricità a tutti e sei i reattori della struttura. Lo riferiscono media nipponici, secondo cui il ritorno dell'alimentazione è presupposto fondamentale per qualsiasi tipo di 'stabilizzazione'.

Di progressi ‘lenti ma decisi’ parla il premier nipponico Naoto Kan, secondo cui è il momento di prepararsi alla ricostruzione. Oggi, le autopompe hanno riversato 3.700 tonnellate di acqua sul reattore 3, il piùproblematico, per abbassarne la temperatura. E a causa di fumo che ne usciva, è stato fatto evacuare il personale. L’Agenzia sicurezza nucleare: no aumento radiazioni reattore 3. Dopo allarme, sospesa distribuzione latte e verdura in 4 prefetture

OMS, GRAVE CONTAMINAZIONE CIBO – L’ Organizzazione mondiale della sanità ha definito “grave” la contaminazione radioattiva di cibo in Giappone. Il portavoce regionale dell’Oms Peter Cordingley, in un’ intervista telefonica da Manila, ha affermato che “é abbastanza chiaro che si tratta di una situazione grave”. “E’ molto più serio di quanto tutti avevano pensato in un primo momento, quando credevamo che questo tipo di problema fosse limitato entro 20-30 km” (dalla centrale). “Ora è lecito supporre che prodotti contaminati siano usciti dalla zona contaminata”, ha aggiunto. Cordingley ha precisato che “non ci sono indicazioni” che il cibo contaminato abbia raggiunto altri Paesi.

PREMIER KAN, PROGRESSI A FUKUSHIMA – Progressi “lenti ma decisi” si stanno facendo nei tentativi di riprendere il controllo della centrale nucleare di Fukushima. Lo ha affermato il premier giapponese Naoto Kan citato dall’ agenzia Kyodo.

BANCA MONDIALE, SISMA COSTERA’ IL 4% DEL PIL – Il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo scorso potrebbero costare all’economia giapponese 235 miliardi di dollari (circa 165 miliardi di euro), pari al 4% del Pil. Lo ha reso noto oggi la Banca mondiale nel suo ultimo rapporto sull’economia dell’Asia orientale e del Pacifico, sottolineando tuttavia che la ricostruzione potrebbe agevolare una rapida ripresa. La stima più bassa della Banca suggerisce un costo di 122 miliardi di dollari (86 miliardi di euro), pari al 2,5% del Pil. Secondo Vikram Nehru, responsabile della Banca mondiale per l’Asia, la catastrofe del Giappone potrebbe avere un impatto anche sul resto del continente, ma è troppo presto – ha osservato – per stimare i costi relativi all’intera area. “Nel futuro immediato, l’impatto maggiore si avrà sul commercio e la finanza”, ha aggiunto. Nel 1995 il terremoto di Kobe aveva portato a un rallentamento del commercio giapponese per qualche trimestre, ma un anno dopo l’importazione era tornato alla normalità e le esportazioni avevano raggiunto l’85% del dato precedente al sisma. (ANSA)

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