giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Oltre 2400 utenti si sono rivolte alla Casa delle Donne da inizio 2007 a fine 2010. Il 51% ha contattato il servizio per richiedere sostegno psicologico, mentre l'11% ha chiesto aiuto per situazioni di violenza e maltrattamento. Numerose anche le richieste sulla conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita e di cura della famiglia;
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gio 31 mar 2011 10:53 ~ ultimo agg. 00:00
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La ricerca del lavoro; le attività formative; la consulenza pre-legale. E’ il quadro che emerge dalla pubblicazione “L’attività della casa delle donne 2007–2011”, disponibile anche online sul sito del Comune di Rimini. La Casa delle Donne del Comune di Rimini, inaugurata nel 2004 e intitolata a Lella Casadei, offre da gennaio 2007 un’ampia tipologia di consulenze a disposizione dell’utente. Una psicologa ed una psicoterapeuta garantiscono una presenza costante all’interno dello sportello, che si trova a Rimini in Piazza Cavour 8 (Torre Civica) ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.
Dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2010 si sono rivolte allo sportello 2.424 utenti, di cui 1.530 italiane e 58 extracee. Sono state prestate anche 2095 consulenze telefoniche, mentre 588 sono state le persone che hanno frequentato i corsi offerti.
Il 40% del totale delle utenti ha oltre i 40 anni e porta richieste legate a situazioni di difficoltà nel reinserimento del mondo del lavoro, maltrattamenti o abusi, problematiche della gestione dei rapporti familiari, sostegno psicologico. Il 32% invece ha più di 32 anni e pone problematiche di conciliazione dei tempi del lavoro e della famiglia, problemi di coppia o di educazione dei figli, abusi e maltrattamenti, richieste di applicazione di tecniche di ricerca occupazionale.
Meno rappresentata, solo il 18% del totale, è la fascia più giovane della popolazione, che chiede aiuto per l’orientamento scolastico o lavorativo, l’inserimento nel mondo del lavoro, sostegno psicologico per crisi evolutive. Le utenti residenti nel Comune di Rimini rappresentano l’85% del totale ed a loro si unisce un 10% che risiede entro i Comuni limitrofi. Solo il 5% sono le donne che provengono da altre province.
Il 38% delle utenti vive in una situazione di coppia stabile anche se in diversi casi si contatta il servizio per consulenze relative a problematiche di coppia, informazioni sulla separazione, maltrattamenti o violenze domestiche.
La grande maggioranza delle utenti vive invece senza l’appoggio di un compagno. Nel 33% dei casi vediamo donne single spesso già fuoriuscite dal nucleo familiare di origine; il 28% è rappresentato dalle donne separate o divorziate che vivono da sole o insieme ai figli di cui hanno di solito il totale carico gestionale ed economico; l’1% dei casi è invece rappresentato dalle vedove che hanno perlopiù un’età superiore ai 50 anni e si rivolgono alla Casa delle Donne per problemi economici e per il sostegno psicologico.
Il 46% dell’utenza si trova in condizioni di reddito totalmente insufficiente al proprio mantenimento autonomo, ed anche tra il 31% delle lavoratrici dipendenti ed il 14% delle pensionate numerose sono le donne che non hanno possibilità di mantenersi da sole. Questo dato, di per sé sconfortante, appare ancora più preoccupante nei casi in cui si verificano maltrattamenti ed abusi anche gravi, poiché la dipendenza economica dal partner è uno dei fenomeni che ostacolano maggiormente la donna nel suo percorso di uscita dalla situazione di violenza.
Il 51% delle utenti si rivolge al servizio con la precisa richiesta di un sostegno psicologico. Le problematiche affrontate sono le più disparate e seguono tutto il ciclo di vita delle donne. Spesso si tratta di richieste di appoggio momentaneo per una situazione di crisi personale, lavorativa, di coppia o della famiglia.
Un 11% di utenti chiede consulenze di tipo psicologico più specifico legate alle situazioni di violenza e maltrattamento e questi casi vengono presi in carico per periodi di trattamento più lunghi attraverso l’attivazione di percorsi di sostegno all’uscita dalla situazione di violenza.
Un altro 11% chiede consulenze relative alle Leggi sulle Pari Opportunità soprattutto in riferimento alle esigenze di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita e di cura della famiglia.
L’8% richiede percorsi mirati di sostegno alla ricerca del lavoro; tali percorsi prevedono consulenze di orientamento professionale, bilanci di competenze, applicazione di tecniche attive di ricerca occupazionale, accompagnamento fisico e psicologico durante la ricerca.
Un 8% ha chiesto informazioni sulle attività formative e culturali proposte, organizzate o gestite dall’Assessorato alle Pari Opportunità in aggiunta alle 588 che vi hanno invece partecipato attivamente.
Il 6% ha fatto richiesta di consulenza pre-legale che è stata gestita in coordinamento con il Difensore Civico nel periodo in cui la collaborazione era attivata, oppure tramite rinvii allo Sportello Per Lei gestito dalla Provincia di Rimini.
Il 3% delle utenti è stata vista in collaborazione con i Servizi Sociali territoriali o in seguito a loro rinvio ed in questi casi la polarità dell’intervento è stato il sostegno psicologico attivo.
Non molto numerosi i casi di consulenze per l’imprenditoria femminile e per le problematiche connesse all’immigrazione.

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