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Politica Rimini

Viserba Comune. Intervista al promotore del referendum

In foto: L'idea è nata sei anni ed ora, con le 350 firme depositate in regione, si sta forse trasformando in qualcosa di più. Il divorzio di Viserba da Rimini (vedi notizia) per diventare un comune a se stante è ancora distante ma il comitato promotore del referendum è battagliero.
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lun 8 nov 2010 19:16 ~ ultimo agg. 00:00
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Dopo l’autorizzazione da parte della regione, potrà partire l’iter per il referendum per il quale serviranno 5mila firme. La strada è ancora lunga ma Eugenio Giulianelli, promotore dell’iniziativa, è molto battagliero e pronto a spiegare i motivi che spingerebbero alla nascita del nuovo comune.
“Prima di tutto – spiega alla trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro – IcaroTv) il comune di Viserba potrebbe contare su una popolazione di quasi 19mila abitanti divisi tra Rivabella, Viserbella, Viserba Monte, San Martino in Riparotta, Orsoleto e Case Nuove. Dal punto di vista economico – prosegue Giulianelli – la nostra peculiarità è sicuramente l’industria turistica nella quale siamo altamente qualificati. Ma si può migliorare”.
Per migliorare occorre investire sul territorio e proprio l’aspetto economico non è secondario.
“Staccandosi da Rimini, Viserba avrebbe una disponibilità economica non indifferente, data da contributi e imposte, che – spiega Giulianelli – potrebbe essere utilizzata esclusivamente per il territorio viserbese. Cosa che ora non accade visto che Rimini non investe sulla zona nord quanto da essa invece riceve.”

Sul tema è intervenuto in serata anche il segretario PD di Viserba. La nota integrale.

“Insieme per il, comune, bene di Viserba e la zona nord. Di fonte al tema del Comune di Viserba occorre puntualizzare alcuni aspetti –
dice Mattia Morolli, consigliere di Quartiere e giovane segretario Pd di Viserba – importanti: il primo è che l’iniziativa popolare, libera e
democratica va sempre rispetta e accolta con attenzione, la seconda riguarda
proprio la zona nord ( da Rivabella a Torre Pedrera passando dalle Celle e San
Vito). Stiamo parlando dell’unica zona di Rimini che ha, in sè, le quattro economie (agricola a Orsoleto, industriale a Viserba, turismo da Rivabella a Torre Pedrera e servizi avanzati con la Fiera ) e che, complice la crisi economica,
ha tenuto a livello turistica vista la propria vocazione al pubblico delle famiglie.
Ma la zona nord ha bisogna di un progetto forte, che gli sappia dare un’anima diversa dal rischio di diventare una periferia dormiente e con derive
pericolose ( anche se, stiamo ai fatti delle forze dell’ordine, la zona nord è una delle zone più sicure a livello italiano ).
Così come è un errore non riconoscere che la Fiera è la prima in Italia per
utile a livello nazionale, che le giovani coppie preferiscono la tranquillità
della zona nord rispetto al centro storico e che le maggiori aziende riminesi
siano qui e diamo lavoro sopratutto a viserbesi.
Quindi ben vengano le iniziative popolari – portate avanti da persone che
stimo – ma partiamo da un punto di vista condiviso: che ci si stacchi o si
resti dove si è occorre un disegno che sappia rivitalizzare la zona nord.