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Tragedia famigliare ad Acerra. 21enne uccide il padre dopo lite

In foto: Tragedia familiare ad Acerra, nel Napoletano: un ragazzo di 21 anni, Francesco Buonavolontà, ha ucciso il padre 42enne Mauro. Al culmine di una lite familiare, il 21enne ha colpito il padre per quattro volte, al petto, con un coltello da cucina.
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mar 2 nov 2010 14:55 ~ ultimo agg. 00:00
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Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, ieri la vittima è tornata a casa ubriaco, come spesso avveniva. Ha iniziato a litigare con la moglie, anche in presenza dell’ultimo figlio di soli 15 mesi. Al piano superiore dell’abitazione, gli altri due figli, il 21enne e un 17enne, hanno sentito le urla, sono scesi in cucina e Francesco ha provato a dividere i genitori. E’ stato allora che, nella concitazione, ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito il padre, uccidendolo. Il 21enne è poi scappato. Ha nascosto il coltello in un tombino, vicino casa. In seguito si è recato nella piazza Castello, ad Acerra. Lì alcune persone lo hanno riconosciuto, si sono avvicinate. Ed è lì che i carabinieri lo hanno preso. Il 21enne si è mostrato molto collaborativo anche se in stato confusionale. E’ ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario.

Mauro Buonavolontà era già stato denunciato per maltrattamenti familiari. Secondo quanto accertato dai carabinieri, la vittima aveva problemi di alcol e droga; si era anche reso responsabile di reati contro il patrimonio. L’uomo non lavorava e la storia della famiglia Buonavolontà era nota ad Acerra. Ieri sera, quando il 21enne è scappato e si è recato in piazza Castello, tanti hanno cercato di sostenerlo, conoscendo la vicenda, spesso piena di violenze, della sua famiglia. Il ragazzo si impegnava in qualche lavoretto per aiutare la famiglia: ultimamente aveva fatto l’autista per il servizio ambulanze della Misericordia.

Uniti nel nascondere l’omicidio. E’ così che la moglie di Mauro Buonavolontà, il 42enne ucciso dal figlio ad Acerra (Napoli), e gli altri suoi figli hanno cercato di negare quanto successo. Poi, le contraddizioni hanno portato alla luce la tragedia familiare. E’ stato il 118 ad allertare i carabinieri. I primi ad arrivare sul posto sono stati i militari della stazione di Acerra. In casa, nel pieno centro del comune, c’era solo la mamma anziana della vittima, e il corpo senza vita dell’uomo. Subito dopo sono arrivati la moglie del 42enne con il piccolo di 17 mesi e l’altro figlio 17enne. Ai carabinieri i componenti della famiglia hanno riferito che l’uomo era stato ferito all’esterno dell’abitazione e che era caduto a terra appena entrato in casa. Poi, gli interrogatori, le versioni discordanti e i sospetti sul 21enne, l’unico non presente. Raggiunto in piazza Castello anche il 21enne sulle prime ha negato un suo coinvolgimento, per poi crollare e collaborare nel corso della notte. Dalle sue dichiarazioni, la disperazione di sottostare a continue vessazioni da parte del papà, spesso ubriaco e violento. La vittima da pochissimi giorni era uscita dal carcere dove era stato condotto per un aggravamento di misura essendo evaso dai domiciliari. (ANSA)

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di Maurizio Ceccarini   
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