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Nazionale

Cinema e teatri chiusi, Va in scena lo sciopero dello spettacolo

In foto: Chiusi cinema e teatri, fermi i set dei film e quelli delle fiction, niente attori nemmeno nei programmi tv.
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lun 22 nov 2010 16:19 ~ ultimo agg. 00:00
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Sciopero generale, oggi, per il mondo dello spettacolo, che incrocia le braccia compatto contro i tagli imposti dalla finanziaria alla cultura, il mancato rinnovo degli sgravi fiscali per il cinema, il tracollo del fondo unico per lo spettacolo. E accusa il governo della mancanza di una politica culturale. La giornata prevede varie iniziative in tutta Italia.

LA PROTESTA ANCHE PER CINECITTA’ – Un grande gesto cinematografico di quasi quattro metri, ispirato alle statue dell’antica Roma, posto al centro dell’atrio del cinema Adriano, è la rappresentazione dell’adesione alla protesta anche dei lavoratori di Cinecittà. Alcuni addetti dei laboratori De Angelis, storici realizzatori negli studi romani di statue per i film, l’hanno portata stamattina, per attirare l’attenzione sulla protesta contro il piano per il rinnova dei Cinecittà Studios. La protesta era racconta anche da un grande ciak su cui era scritto ‘Abete la Dolcevita e’ diventata amara, non ce toccà Cinecitta”.

‘MANUALE D’AMORE 3’ TRA I SET FERMI – Manuale d’amore 3, Cenerentola, Medico in famiglia 7, Agrodolce: sono fra i set di film e fiction che oggi si sono fermati per lo sciopero generale dello spettacolo. Bloccati anche i montaggi di film come ‘Terraferma’ di Emanuele Crialese e ‘Habemus papam’ di Nanni Moretti. Tra le altre produzioni di cui sono state sospese per oggi le riprese, ci sono ‘Via della rosa’, ‘Il tredicesimo apostolo’, ‘Bang bang’, ‘Cose dell’altro mondò, ‘La fuga di Teresa’, ‘Shun Li e il profeta’, ‘Fanny’. Sono poi arrivate le adesioni delle varie associazioni di tecnici del set, come montatori, truccatori e parrucchieri, generici, elettricisti e macchinisti. (ANSA).

BONDI, PROBLEMI REALI – “Non posso non comprendere le ragioni della protesta del mondo dello spettacolo che, nonostante certe strumentalizzazioni politiche, pongono problemi reali”. A dirlo è il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che così commenta lo sciopero generale del settore indetto oggi dai sindacati confederali. “Ribadisco il mio impegno – ha aggiunto – a ottenere la proroga degli incentivi fiscali a favore del cinema, una misura liberale che senza gravare sulle casse dell’erario ha un effetto positivo per lo sviluppo dell’economia, e di un necessario reintegro del fondo unico per lo spettacolo per non scendere al di sotto degli attuali livelli, già insufficienti, dell’offerta culturale”. “Spero che l’allarme lanciato oggi dal mondo dello spettacolo aiuti a trovare entro l’anno – ha concluso – un soluzione positiva, che consenta di programmare i calendari del prossimo anno”.

TEATRO ITALIANO, BONDI MANTENGA PROMESSE – “La prima cosa che va fermata è la legge 122-2010, che è stata già approvata, e che prevede che non solo i teatri, ma anche i musei e gli enti della cultura in generale, non potranno investire più del 20% del budget 2009. Ovvero, prevede un taglio generale dell’80% agli investimenti in cultura. Se questa legge non viene cancellata subito sarà la paralisi totale di tutto il settore”. A dirlo sono tre illustri rappresentanti del teatro italiano, a margine dello sciopero dello spettacolo in corso al cinema Adriano di Roma, Piero Maccarinelli, Andrea Giordana e Massimo Monaci, direttore del teatro Eliseo, che questa sera attuerà un suo sciopero sospendendo la ‘Clara Schumann’ con Giuliana Lojodice. “Trovo curioso per il settore spettacolo – dice Monaci – scioperare in un giorno generalmente di riposo come il lunedì. Mi auguro che ci sia una più forte e significativa partecipazione del comparto spettacolo dal vivo, che in queste circostanze è un po’ latitante. Spero non sia perché troppo coinvolto dalla politica”. Mentre Maccarinelli e Giordana sottolineano il problema della delocalizzazione all’estero delle produzioni tv italiane e, numeri alla mano, ricordano che la categoria attori è quella che nel 2008 ha più dichiarato in tasse e quindi fatto rientrare più soldi nelle casse dello Stato, a fronte di nessun reinvestimento nel settore, Monaci ricorda: “Bondi e Letta hanno promesso che il Fus sarà reintegrato e il tax-credit e il tax-shelter rinnovati, ma in finanziaria non c’é traccia di tutto ciò. Allora dicono cose false”. Se è così, conclude Maccarinelli, “il ministro dichiarasse fallimento e desse le sue dimissioni. Moralmente lo dovrebbe fare”.

GIORDANA, TUTTI DOVREBBERO PROTESTARE – “Vista la situazione in cui è l’Italia, tutti gli italiani dovrebbero manifestare. Invece fa notizia che farlo siamo noi”. Così il regista Marco Tullio Giordana, al cinema Adriano di Roma, ha commentato la manifestazione in corso nel giorno dello sciopero generale dello spettacolo. Fra i presenti anche Paolo Sorrentino, protagonista di un confronto verbale qualche giorno fa con il ministro Bondi, che oggi preferisce però non rilasciare dichiarazioni.

SCOLA, IL CINECIDIO PREMEDITATO VA AVANTI – Per Ettore Scola, arrivato alla grande manifestazione in corso al cinema Adriano di Roma, nel giorno dello sciopero generale dei lavoratori dello spettacolo, “continua il cinecidio premeditato di questo governo, ora si tratta di resistere. Ci vorranno dieci anni per sanare i danni che stanno provocando”. Fra i partecipanti stamattina anche Massimo Ghini: “Si parla di tutto come se fossero soldi tolti agli italiani per darli a quattro buffoni. Bisogna parlare alla gente – spiega l’attore – dir loro che per ogni euro investito nella cultura se ne ricavano tre e che stiamo parlando dell’immagine del nostro Paese e del lavoro di centinaia di migliaia di italiani. Quella in atto è un’azione politica, il tentativo fascista di allineare la cultura. La manifestazione all’Auditorium, durante il Festival di Roma, ha avuto tanto successo anche perché tanti miei colleghi al momento sono senza lavoro, sono a spasso”. D’accordo con lui Fabrizio Bentivoglio: “Manifestazioni come quella di oggi sono doverose, non si capisce perché ci vogliono uccidere. Perché, invece di favorire un’industria che produce profitti, si tagliano i fondi pubblici e si impedisce ai privati di entrare”.

FANTASTICHINI, STIAMO A TUBO DEL GAS – Sta per iniziare al cinema Adriano di Roma la manifestazione per lo sciopero dei lavoratori dello spettacolo, indetto oggi. “C’é rimasto solo il tubo del gas – dice ironicamente Ennio Fantastichini – questo Governo ha deciso di distruggere la cultura mentre rimangono i fondi per le cerimonie istituzionali. Che poi, cosa sono queste cerimonie? Portare in giro le pischelle con l’auto blu?”. “Il ministro Bondi ha detto che le persone che hanno partecipato alla manifestazione a Fontana di Trevi qualche giorno fa non avevano niente e che fare con la cultura e lui cosa ha a che fare?”, ha aggiunto Fantastichini. In attesa che la manifestazione all’interno inizi, fuori dal cinema è già pieno di bandiere dei sindacati e di qualche striscione con scritte come ‘basta tagli alla cultura’. “Dietro la mia faccia ci sono tanti lavoratori a spasso in un settore che occupa 250 mila addetti – ha spiegato Giulio Scarpati, presidente del Sindacato attori italiani -. Bondi inizi a mantenere la promessa di rinnovare gli incentivi fiscali innanzitutto”. Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale stampa italiana, dice: “Sono qui come sindacato giornalisti perché i bavagli non ci piacciono sia che riguardino una notizia non data sia per un film non fatto. Questa manovra ha il segno di quello stesso attacco portato al nostro diritto di informare. Anche in questo caso è messo a rischio il diritto dei cittadini di sapere, di avere informazioni, di poter essere critici e consapevoli”.

DA FAZIO-SAVIANO L’ELENCO DI CAMILLERI – Nel giorno della protesta nazionale del mondo dello spettacolo contro i tagli al settore, stasera a ‘Vieni via con me’ Luca Zingaretti leggerà un ‘elenco’ inedito di Andrea Camilleri a sostegno della cultura. L’attore elencherà i “motivi per cui con la cultura si mangia”. Già nella prima puntata, ‘Vieni via con me’ si era occupato del tema dei tagli alla cultura attraverso l’intervento del maestro Claudio Abbado, che insieme a Fabio Fazio e Roberto Saviano aveva letto il suo personale elenco dei motivi per cui é sbagliato ridurre i fondi al settore culturale.

MEHTA DIRIGE GRATIS AL CARLO FELICE – “Vengo a Genova su invito dei musicisti del Teatro Carlo Felice, in segno di solidarietà con i colleghi dell’orchestra e con tutte le categorie del Teatro, per dare il mio contributo di artista in una situazione tanto grave da mettere a rischio la sopravvivenza e la funzione stessa di un teatro d’opera e la perdita del lavoro e dello stipendio di tante persone”. E’ il messaggio lanciato da Zubin Mehta, il grande direttore d’orchestra che questa sera (ore 20.30) sarà sul podio del Carlo Felice per dirigere, a titolo gratuito, il concerto di rinascita del teatro genovese dopo la crisi e le polemiche che nei mesi scorsi hanno portato la Fondazione sull’orlo del fallimento e della chiusura. Quello di stasera a Genova sarà uno dei pochi spettacoli nel giorni dello sciopero nazionale contro il taglio dei fondi pubblici allo spettacolo previsto dalla Finanziaria. La situazione del Carlo Felice, uno dei teatri lirici di tradizione italiani, non è ancora completamente risolta, ma alcuni recenti avvenimenti fanno sperare in un futuro immediato meno tragico: l’accordo fra vertici del teatro ed i sindacati sui contratti di solidarietà che ha permesso al teatro di ripartire: l’impegno recente di società legate al Comune di Genova di sponsorizzare il programma di fine 2010 grazie al quale è stata messa in cantiere ‘Traviata’ e, infine, la disponibilità espressa da alcuni imprenditori locali di dar vita a una cordata di sponsor per il 2011. Nei giorni ‘caldi’ della crisi del Carlo Felice, Zubin Mehta era stato fra i primi a schierarsi a favore del teatro genovese, in nome della cultura e della musica italiana. Aveva offerto la propria disponibilità a dare una mano. Ed è stato di parola. Eccolo dunque questa sera ritagliarsi uno spazio genovese fra le prove e il debutto (domani) al Maggio della ‘Forza del destino’. Il programma è interamente dedicato a Beethoven: Meerestille und Gluckliche Fath op.112, il Concerto n.5 Imperatore per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n.7. Solista sarà il pianista Rudolf Buchbinder. “Faccio un appello ai genovesi, al mondo finanziario, economico e industriale di questa bellissima città sul mare come la mia Bombay, e alle istituzioni – ha ancora detto Mehta -: siate vicini al vostro teatro, perché una città senza teatro, senza artisti, senza musica, è una città senza stimoli anche per le future generazioni”. (ANSA)

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