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Caso Ruby: prosegue l'inchiesta. La giovane a Repubblica: troppe oche da premier

In foto: E' stato sentito per circa un paio d'ore l'ex questore di Milano Vincenzo Indolfi, convocato questa mattina negli uffici della polizia giudiziaria, in piazza Umanitaria, dal Procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Antonio Sangermano per far luce su quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio.
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mar 2 nov 2010 14:49 ~ ultimo agg. 00:00
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Notte in cui Ruby venne portata negli uffici di via Fatebenefratelli e, dopo la telefonata giunta da palazzo Chigi che indicava la giovane come nipote del presidente egiziano Mubarak, affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti che si era offerta di occuparsi di lei.

E proprio il nome di Karima El Mahroug compare in un’indagine partita nel 2009 e poi ampliatasi dopo le ultime dichiarazioni della stessa Ruby. Il procedimento riguarda un giro di escort d’alto bordo legate al mondo dei vip dello spettacolo e dei locali piu’ alla moda di Milano. Il nome della giovane, secondo quanto si e’ appreso, appare in alcuni accertamenti tecnici che evidenzierebbero suoi incontri con imprenditori in un hotel di lusso del centro. Incontri a pagamento, che non sarebbero stati isolati o d’iniziativa ma coordinati all’interno di una piu’ ampia rete di conoscenze e amicizie gestite, secondo le accuse, da alcuni nomi noti e meno noti.

Secondo le risultanze degli investigatori, che seguono l’indagine, e secondo anche alcune successive dichiarazioni che sarebbero state rilasciate da Ruby dopo i fatti di maggio, nel procedimento ci sarebbero anche i nomi di Lele Mora e di Nicole Minetti. Intanto questa mattina Indolfi, che nei giorni scorsi ha preparato una relazione sulla vicenda per il Viminale, nel faccia a faccia con i pm avrebbe spiegato di come seppe della telefonata di Silvio Berlusconi – venne immediatamente informato dal capo di gabinetto Pietro Ostuni – e della seconda chiamata arrivata dalla presidenza del Consiglio (il caposcorta del premier) e, poi, della procedura seguita dai funzionari fino al ‘rilascio’ della ragazza.

L’ex questore avrebbe ripercorso passo passo, e in base alle relazioni degli agenti che quella notte si occuparono del caso, quel che accadde in quelle ore dall’ingresso di Ruby in Questura fino a quando venne affidata nelle mani di Nicole Minetti. Una testimonianza, quella di Indolfi, che sarebbe stata a tratti anche tesa e che ha innescato voci definite dagli inquirenti ”infondate” su una sua possibile iscrizione nel registro degli indagati. Una testimonianza che si aggiunge a quella di due giorni fa di Pietro Ostuni e del commissario capo Giorgia Iafrate, e che e’ fondamentale per gli accertamenti.

I pm dovranno sciogliere alcuni nodi: non solo se ci furono o meno ”pressioni” dalla Presidenza del Consiglio ma se i poliziotti rispettarono le disposizioni date dal pm dei minori di turno Annamaria Fiorillo che, da fonti vicino alla Procura dei Minori, aveva espresso perplessita’ circa la parentela ‘illustre’ della giovane e aveva disposto e ”ribadito piu’ volte” di collocarla in comunita’. Diversa la versione della Questura che afferma che venne data l’autorizzazione ad affidare la minorenne alla Consigliera Minetti.

Quella sera, inoltre, a causare l’accompagnamento in Questura di Ruby fu un’ingenuita’ della ragazza. Perche’ lei, dopo la lite nel centro estetico di corso Buenos Aires e l’intervento della polizia, aveva subito dato le sue vere generalita’ (pur non avendo i documenti) agli agenti della Volante, dalle quali era cosi’ risultato un ordine di rintraccio a suo carico per scomparsa da una comunita’ protetta.

E mentre il caso Ruby approdera’ alla riunione del Copasir in programma per mercoledi’ prossimo – il deputato del Pd Ettore Rosati porra’ ”la questione di chiedere con urgenza al presidente del Consiglio di relazionare per spiegare sia l’eventuale abuso di potere” -, la giovane da oggi maggiorenne, avrebbe gia’ venduto a un noto settimanale di gossip le foto in esclusiva della festa del suo compleanno. E riguardo a indiscrezioni su una sua nuova testimonianza davanti ai pm di Milano per mercoledi’, il suo legale Massimo Dinoia ha precisato che ”al momento non e’ arrivato alcun avviso di convocazione”.

“Nella vita ci sono porte che si aprono e che si chiudono. Lui (Silvio Berlusconi) con me ha aperto la porta, mi ha aiutata e poi la porta si è chiusa”. A parlare è Karima El Mahroug, nota come Ruby Rubacuori, in un’intervista a La Repubblica. Karima prende le difese del premier e aggiunge che Berlusconi “fa bene a dire che ama la vita e ama le donne e ha ragione a rivendicare il suo stile di vita. Ognuno – aggiunge – può fare quello che vuole. Certo se vai a donne..” e a questo punto dà al premier un consiglio: “gli consiglio di essere più discreto. Ci sono tante oche e ochette che passano da casa sua, magari lo possono fregare. Ma come si dice, sul marciapiede c’é posto per tutte”. La neo diciottenne marocchina afferma di essere stata due volte a casa di Berlusconi, attraverso Lele Mora e di avere raggiunto il luogo in taxi con un’amica, mentre ripete che Emilio Fede l’ha conosciuto in un concorso di bellezza in Sicilia. “Lui all’inizio non si ricordava di me – prosegue – e ci può stare che un uomo della sua età non si ricordi di una ragazza in mezzo a 120 ma poi gli è tornata la memoria”. Quanto ai regali ricevuti dal premier, Ruby dice di aver ricevuto 7mila euro ma non un’automobile e poi tenta di ricostruire la sera del 27 maggio, quando è stata fermata a Milano dalla polizia. A chiamare Berlusconi ci avrebbe pensato una sua amica, Michelle, che “ha i numeri di Berlusconi”. Infine aggiunge di non sentirsi in colpa “per nessuno”. “Io non ho fatto niente di male – dice – . A me non me ne frega niente, io voglio fare il carabiniere e alla fine ci riuscirò”. I progetti della ragazza per il futuro riguardano un trasferimento in Sicilia e il ritorno agli studi. (ANSA)

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