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Pendolari insoddisfatti: aumenti penalizzano la tratta Rimini-Bologna

Provincia

10 agosto 2010, 16:19

in foto: È scattato da alcuni giorni l'aumento dei prezzi per le tratte ferroviarie regionali. Maggiormente penalizzati sono i pendolari delle tratte superiori ai 100 km come quella tra Rimini e Bologna. Pagano quasi il 9% in più, rispetto all'1% di chi parte da Cesena.

Per i pendolari della tratta Rimini Bologna non c’è pace neanche in vacanza. Dopo i problemi invernali con i nuovi orari e il taglio di alcuni treni e dopo le continue denunce sulla scarsa qualità del servizio (ritardi, poche carrozze a disposizione, convogli fatiscenti) ora ci si mettono anche i prezzi. Dal primo agosto infatti la regione ha fatto scattare l’adeguamento tariffe. “In linea con l’inflazione – commenta l’assessore regionale alla mobilità, Peri – e necessario (dopo due anni di tariffe bloccate) per coprire il costo del servizio al quale sono destinati sempre più fondi”.
Immotivato invece, secondo i comitati dei pendolari, visto che ancora non viene rispettato quanto previsto dal contratto di servizio tra regione e consorzio Trenitalia-Fer. Inoltre, nonostante l’obiettivo annunciato dall’Emilia Romagna di voler favorire con le nuove tariffe chi il treno lo usa con più frequenza, ad essere penalizzati sono proprio i pendolari di determinate tratte.
“L’aumento medio – spiega Lara Cirielli del Comitato Rom.BO – si aggira sul 5% ma per la tratta Rimini/Bologna, che supera i 100 km, gli aumenti sono superiori: si tratta di ben 67 euro all’anno, il 9% in più. Una percentuale molto elevata se pensiamo che per una corsa singola si paga il 7% in più e addirittura solo l’1% in più per un abbonamento per tratte inferiori ai 100 km. Una disparità notevole.”

Inoltre anche le associazioni dei consumatori sarebbero sul piede di guerra visto che nessuna tabella con le nuove tariffe risulterebbe ancora esposta nelle stazioni ferroviarie.
Intanto nel corso degli ultimi mesi i comitati hanno proseguito anche la loro battaglia sui nuovi orari dopo i problemi dello scorso inverno. I prossimi mesi saranno decisivi per trovare aggiustamenti con la regione.
“Speriamo – attacca Lara Cirielli – che a settembre si possa discutere si una bozza dell’orario che partirà a dicembre prossimo. L’obiettivo è ottenere qualche aggiustamento per trovare soluzione agli attuali problemi: ad esempio nella mattina non ci sono treni a lunga percorrenza in arrivo a Bologna in un orario molto frequentato come quello tra le 8 e le 9.”

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