giovedì 22 agosto 2019
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In foto: Ci sono anche due imprese cinesi con sede a Rimini tra le 1200 aziende di imprenditori cinesi finite in una maxi indagine della Guardia di Finanza dell'Emilia Romagna. Una decina le aziende, con sede in diverse città italiane, accusate di aver prodotto false fatture per consentire ai connazionali di evadere il fisco.
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mer 4 ago 2010 14:28 ~ ultimo agg. 00:00
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Aziende “cartiere” che per cifre tra i 150 e i 600 euro producevano false fatture per acquisti o lavori inesistenti, che consentivano alle ditte che ricorrevano al “servizio” anche di andare a credito col Fisco.

37 gli imprenditori denunciati finora, tra fruitori e titolari delle cartiere, per utilizzo di false fatture e operazioni inesistenti: ma le ditte cinesi che si sono servite del sistema sarebbero circa 1200. Si tratta di aziende che operano in subappalto per ditte italiane della moda.

Con questo sistema al Fisco, in appena due anni, sono stati sottratti 250 milioni di euro. Le due aziende riminesi, che producono vestiario e intimo, avevano evaso complessivamente oltre un milione di euro.

Da chiarire anche il ruolo di otto studi di commercialisti dove lavoravano cinesi di seconda generazione che avrebbero fornito consulenze fiscali.

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