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Turismo: no a diminuzione Iva. Marchioni: a Governo settore non interessa

PoliticaProvincia

29 luglio 2010, 15:51

in foto: Pdl e Lega hanno votato no oggi alla proposta di diminuzione dell'Iva per il comparto turistico,respingendo l'ordine del giorno firmato dall'onorevole Marchioni del Pd.

I voti di scarto sono stati 18. “A questa maggioranza – commenta la parlamentare riminese – il turismo non interessa”. Secondo la Marchioni mancano una strategia nazionale, le risorse per promozione e riqualificazione dell’offerta ma anche chiarezza sui dati. “Come può il Ministro sostenere – si chiede l’onorevole – che saranno 5 milioni in più gli italiani in vacanza quando per molti la vacanza si risolve in un fine settimana fuori porta?”

La nota stampa

Pdl e Lega oggi in aula alla Camera hanno votato contro alla proposta di abbassare l’Iva sul comparto turistico, uniformandola alle aliquote europee, respingendo così l’ordine del giorno firmato da Elisa Marchioni del Partito democratico inserito nel Decreto legge 78, la manovra del Governo. La deputata è intervenuta per illustrare l’Odg e chiedere un voto favorevole alla maggioranza.
“Almeno sappiamo come la pensano, commenta amaramente la deputata riminese- ho chiesto il voto sull’ordine del giorno, sfidando la maggioranza a esprimere un sostegno chiaro per il comparto economico del turismo e di tutti i consumatori, perché se diminuisce l’Iva e conseguentemente i prezzi, il vantaggio si riflette per tutti.”

“Sapevamo di rischiare che la mia proposta fosse respinta (alla fine, per 18 voti di scarto)” ha ribadito la parlamentare. “Ma dopo che altri miei ordini del giorno analoghi sono stati accolti e fatti propri dal Governo ma poi ignorati nella prassi, oggi, alla richiesta di modificare la richiesta di impegno per il Governo in una formula generica, ho preferito il voto. La bocciatura conferma che davvero a questa maggioranza il turismo non interessa.”

“Sotto al Ministero (del Turismo), non c’è niente”, prosegue la Marchioni. “Manca una strategia nazionale, mancano le risorse per la promozione e la riqualificazione dell’offerta, manca il progetto di rilancio dell’Enit, manca il rapporto con le regioni…Manca chiarezza sui dati: come può il Ministro sostenere che saranno 5 milioni in più gli italiani in vacanza (dai 25,5 milioni dell’anno scorso ai 30milioni che ‘dichiarano che intendono partire tra giugno e settembre 2010’), quando per molti la vacanza si risolve in un fine settimana fuori porta? Usati così, i dati non servono a nulla. Suonano anzi come una presa in giro: davvero il Ministro pensa che lavoratori che, dopo la manovra votata oggi, hanno davanti la prospettiva di stipendi congelati o incerti per i prossimi anni si preoccupino di dove andare in vacanza come primo pensiero?”

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