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Sigilli ai bagni di Vanni. Il Comune: provvedimento inopportuno

CronacaRimini

23 luglio 2010, 18:12

in foto: "Siamo amareggiati. Si tratta di un provvedimento sproporzionato e inopportuno, che mette a rischio l'immagine della Riviera". Il vicesindaco di Rimini contesta la magistratura che ha sequestrato alcune aree dei bagni 62 e 63 per presunto abuso edilizio.

Sconcerto e amarezza tra gli operatori balneari e gli amministratori riminesi per il sequestro di alcune aree pavimentate ai bagni 62 e 63.
Alla conferenza stampa convocata nel pomeriggio in Comune erano presenti vari rappresentanti dei bagnini e il vicesindaco, Antonio Gamberini.

C’era anche il titolare dei bagni 62 e 63, e non potrebbe essere altrimenti: è Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini. Visibilmente turbato, davanti alla stampa preferisce tacere e lasciar parlare l’assessore Gamberini, che questa mattina insieme al sindaco è andato a verificare di persona il presunto abuso messo sotto sequestro dalla capitaneria di porto.

“E’ un provvedimento – ha detto Gamberini – che noi reputiamo sproporzionato per l’entità delle problematiche sollevate e delle aree sequestrate: camminamenti, fioriere, gazebo e aree per parcheggiare le biciclette. Si tratta di servizi che sono lì da 30 anni e che non hanno mai creato problemi. La pavimentazione rimovibile è stata realizzata per renderli fruibili. Tra l’altro, è proprio per questo genere di servizi che siamo famosi come la spiaggia meglio organizzata del mondo”.

Le prime avvisaglie di burrasca sono arrivate a primavera, quando Vanni ha ricevuto i verbali che contestavano la mancanza di autorizzazioni per la pavimentazione rimovibile appoggiata sulla sabbia.
Le sue obiezioni non devono aver convinto i magistrati, che oggi hanno ordinato il sequestro con una tempistica che, secondo il vicesindaco, rischia di compromettere tutta l’immagine della riviera.

“Ogni anno spendiamo energie, lavoro e parte delle risorse dei cittadini per promuoverci in Italia e nel mondo – ha detto Gamberini. – Il turismo è la nostra industria, ci dà decine di migliaia di posti di lavoro e tutto questo sforzo rischia di essere vanificato. Chi ci guarda da Torino e Milano si chiederà cosa sta succedendo in spiaggia a Rmini. Questo è un provvedimento che poteva essere assunto in un altro momento e non alla vigilia di Ferragosto”.

(Newsrimini)

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