domenica 20 gennaio 2019
In foto: Continua ad aumentare il ricorso alla cassintegrazione tra le aziende della provincia di Rimini. Secondo l'ufficio studi della Cgil, nei primi sei mesi del 2010 l'Inps ha autorizzato 2.870.000 ore, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo del 2009.
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ven 23 lug 2010 16:22 ~ ultimo agg. 00:00
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Sono 2milioni 870mila le ore di cassintegrazione autorizzate dall’Inps nei primi sei mesi dell’anno tra le aziende della provincia di Rimini. Più o meno, 6000 posti di lavoro a tempo pieno. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento del 137%.

Ma ciò che preoccupa la Cgil è soprattutto il cambiamento nel tipo di cassintegrazione richiesta dalle aziende. Quella ordinaria, che comporta un probabile rientro al lavoro, è diminuita del 20%, mentre quella straordinaria, che lascia molte più incognite sul futuro, è quasi raddoppiata. E quella in deroga, fornita dalla regione alle piccole aziende, è addirittura esplosa, passando dalle 21mila ore del primo semestre 2009 alle oltre 1 milione 600mila di quest’anno, pari a circa 3000 posti di lavoro.

“Cosa accadrà a questi lavoratori quando i tagli del governo impediranno alla Regione di finanziare la cassa integrazione in deroga?” si chiede Graziano Urbinati, segretario provinciale della Cgil di Rimini, sollecitando le aziende della provincia ad utilizzare di più il contratto di solidarietà, che riduce le ore di lavoro individuali consentendo un mantenimento dei posti.

“Ma al di là dei numeri – spiega Urbinati – quello che vediamo ogni giorno è che aumentano i casi di aziende che chiudono, falliscono o non riescono a pagare gli stipendi, accumulando ritardi di 4 o 5 mesi che pesano sulle famiglie dei lavoratori”.

“Il protocollo firmato con la Provincia per l’accesso al credito da parte delle aziende – lamenta Urbinati – non sta funzionando come dovrebbe”.

(Newsrimini)

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