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Il Consiglio provinciale approva l’aggregazione del traporto pubblico romagnolo

Provincia

29 luglio 2010, 17:47

in foto: Dopo il Consiglio Comunale di Rimini, ieri anche il Consiglio provinciale ha approvato l’aggregazione delle aziende romagnole del trasporto pubblico locale e la partecipazione alla società START Romagna, la nuova holding del Tpl romagnolo.

Contrari PDL e Lega Nord. L’assemblea dei soci per la sottoscrizione del nuovo capitale si terrà domani.

Il resoconto della discussione trasmesso dalla Provincia:

Il presidente della Provincia Stefano Vitali ha tenuto a sottolineare come con l’aggregazione e la nascita della nuova holding “siamo riusciti a vincere una scommessa che consente di garantire ai cittadini del nostro territorio il trasporto pubblico locale nonostante i tagli di una manovra centralista.” Conclude Vitali: “garantire i servizi fondamentali alla collettività, questo è il modo autentico di fare federalismo.”
L’opposizione ha motivato il voto contrario sostenendo che non è stata messa in grado di esaminare e valutare l’operazione nei tempi congrui ad un passaggio così importante.
START Romagna S.p.a. nasce dall’aggregazione delle società pubbliche di gestione dei Tpl operanti nei singoli bacini provinciali: A.T.M. S.p.a. per Ravenna, A.V.M. S.p.a. per Forlì-Cesena e Tram Servizi S.p.a. per Rimini. I soci di riferimento del capitale della nuova società sono le tre Province e i comuni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.
Il nuovo gestore unico del Tpl romagnolo consentirà di rendere più efficiente il servizio di mobilità locale, ottimizzare il parco autobus, introdurre nuovi sistemi di tariffe integrate, progettare nuovi servizi per gli utenti, rispondere meglio all’evoluzione delle normative legate alla qualità ambientale, alla responsabilità sociale e alla sicurezza, possibili solo in realtà di grandi dimensioni.
L’assemblea dei soci per la sottoscrizione del nuovo capitale si terrà domani, venerdì 30 luglio.

Infine, la maggioranza ha presentato un ordine del giorno che chiede al Governo e al Parlamento di rivedere i tagli previsti alla scuola, assegnando agli enti locali le risorse di organico necessarie per non pregiudicare l’offerta formativa e garantendo i livelli consolidati dei servizi scolastici e le risorse necessarie all’esercizio dell’autonomia funzionale.

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