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Il Consiglio comunale, dopo 3 anni di lavori, vota il via libera al PSC

PoliticaSantarcangelo

23 luglio 2010, 17:40

in foto: Dopo un lavoro lungo tre anni, il consiglio comunale di Santarcangelo ha approvato ieri a maggioranza il Piano Strutturale Comunale.

Il voto è arrivato dopo un confronto durato due serate e al termine delle 345 votazioni sulle controdeduzioni alle osservazioni presentate, oltre alle riserve espresse dalla Provincia.

La nota stampa

Dopo un lavoro lungo tre anni, il consiglio comunale di Santarcangelo ha approvato ieri a maggioranza il Piano Strutturale Comunale. Il voto è arrivato dopo un confronto durato due serate e al termine delle 345 votazioni sulle controdeduzioni alle osservazioni presentate, oltre alle riserve espresse dalla Provincia.

Soddisfatto l’assessore all’Urbanistica Alfio Fiori che nel dibattito finale ha ricordato il grande lavoro svolto fin dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale. “In questo primo anno di attività amministrativa ci siamo impegnati molto sull’urbanistica e oggi, con l’approvazione del Psc, ci allineiamo agli strumenti urbanistici previsti dalla Regione”. “Va sottolineato il fatto – ha aggiunto l’assessore Fiori – che non sono ancora molti i Comuni che hanno approvato il Piano strutturale. Piano strutturale che ha l’obiettivo di affrontare le scelte strategiche per il territorio, mentre sarà il Piano Operativo Comunale a definire gli aspetti legati al suo utilizzo. Il Psc è il risultato di una grande partecipazione della città: si è partiti nel 2007 con il lavoro dei Forum di Agenda 21 la cui attività è proseguita anche nell’anno successivo nel corso del quale si sono tenute le Conferenze sull’Economia e sul Turismo. Il confronto con i Forum e con la città è ripreso nel 2009 in occasione dell’adozione del Psc avvenuta all’unanimità nell’aprile dello stesso anno”.
“Il Psc – ha quindi aggiunto l’assessore all’Urbanistica – disegna il futuro di Santarcangelo per i prossimi 15/20 anni, indica cioè la città del futuro. Le scelte che abbiamo fatto con il Psc sono quelle di una città che preserva il centro storico, che qualifica il Capoluogo e le frazioni, che tutela il territorio rurale, che prevede l’insediamento di nuove aree produttive in ambiti adeguati. Con il Piano Strutturale introduciamo il concetto di perequazione urbanistica e cioè la preminenza dell’interesse pubblico sulle scelte urbanistiche, cosa che ci porterà ad avere, per esempio, plessi scolastici di qualità sull’intero territorio”.
L’assessore Fiori ha successivamente sottolineato il buon livello di qualità della vita presente a Santarcangelo che a livello provinciale viene considerato un fiore all’occhiello. “Per i prossimi 15/20 anni – ha aggiunto in chiusura – prevediamo un aumento di popolazione contenuto di circa 2.000 persone. Santarcangelo è una città bella che attrae investimenti, risorse, persone. Non possiamo pensare a Santarcangelo come ad una città chiusa in se stessa, ma ad una città che sa accogliere, una città che sa affrontare uno sviluppo armonico, una città capace di mantenere alta la qualità della vita”.

Il capogruppo del Pdl Daniele Macrelli ha parlato di principi condivisibili che contrastano con scelte che portano a una devastazione del territorio urbano senza precedenti. Per il Popolo delle Libertà, che ha espresso la sua contrarietà alle grosse speculazioni edilizie, è grave che a fronte di un aumento del patrimonio abitativo corrisponda un aumento delle abitazioni sfitte.

Per il Partito democratico, Patrizia Pazzini ha in sostanza evidenziato la forte partecipazione della città alle scelte contenute nel Piano Strutturale Comunale a cui è stata data una prospettiva lungimirante che se da un lato salvaguarda il paese, dall’altro non lo cristallizza. La capogruppo del Pd ha poi parlato della grande attenzione alle politiche per la casa, della tutela del territorio rurale e della salvaguardia del centro storico e delle parti storiche delle frazioni. Una città, ha detto in chiusura, capace di attirare investimenti, progetti e talenti.

Andrea Novelli per Una mano per Santarcangelo ha invece sottolineato che il previsto aumento della popolazione pari al 12 per cento è superiore di tre volte a quello previsto a livello nazionale. Perché tutta questa crescita, si è chiesto? Un incremento frutto solo di flussi migratori che porta a uno sviluppo urbanistico non ragionevole e non sostenibile. Il capogruppo di Una mano per Santarcangelo ha parlato di atteggiamento di chiusura da parte della maggioranza, criticando la scarsa considerazione alle riserve espresse dalla Provincia. Crescere non significa sviluppo, ha aggiunto, e oggi non siamo solo chiamati ad esprimerci su uno strumento tecnico, ma su un piano etico; siamo cioè chiamati a rispondere delle nostre scelte di fronte ai cittadini di Santarcangelo.

Eros Tonini per il Psi ha ricordato che il Psc è uno strumento che deve promuovere un uso corretto del territorio e favorire il sistema produttivo e in questo senso i socialisti valutano eccessivo il dimensionamento abitativo previsto. Per Tonini il Psc deve migliorare la qualità della vita, aumentare le aree pedonalizzate, fare di Santarcangelo la cittadella del teatro, potenziare le strutture scolastiche, migliorare la viabilità.

Per l’Italia dei Valori, Massimo Bertipagani ha subito chiarito che non tutto è andato bene sul Psc. Psc che è stato adottato da un’altra maggioranza di cui l’Idv non faceva parte. Un Psc che ha inglobato 16 varianti adottate dalla precedente amministrazione e che vede ridotti i margini di manovra della nuova amministrazione comunale. Per Bertipagani non c’è traccia di quel raffreddamento sull’espansione della città di cui si è parlato. Dall’Idv sono arrivate critiche sulle scelte fatte sull’ex cementificio Buzzi-Unicem e sull’area della Corderia. In chiusura, anticipando il proprio voto contrario al Psc, il capogruppo dell’Italia dei Valori ha parlato di una discordanza che non indebolisce, ma rafforza la maggioranza. Precedentemente il consigliere Bertipagani aveva dato atto al sindaco dell’ampio confronto perseguito fra le forze politiche di maggioranza definendo ciò come il “metodo Morri” e distinguendo tale comportamento da quanto accaduto in precedenza.

L’intervento conclusivo è stato del sindaco Mauro Morri che ha subito ricordato che l’adozione del Psc è avvenuta all’unanimità, affermando in sostanza, che è sulle scelte strategiche che riguardano il futuro della città che le forze politiche si misurano. Per Santarcangelo – ha poi aggiunto il sindaco Morri – il tema dell’identità è un tema forte rispetto al quale questa Amministrazione comunale ha messo in campo strumenti concreti come l’applicazione dell’Ici più alta sulle case sfitte, l’avvio dell’edilizia convenzionata per calmierare i prezzi delle abitazioni. Santarcangelo non può essere un protettorato chiuso in se stesso. I tratti peculiari del nostro territorio dicono che Santarcangelo ha una qualità della vita spesso invidiata e una buona competitività in campo economico. I problemi che siamo chiamati ad affrontare riguardano i tagli dei trasferimenti statali a cui saremo soggetti a causa della manovra economica del Governo: per Santarcangelo ciò significa 500.000 euro in meno nel 2011 e 800.000 nel 2012.
Il sindaco Morri ha poi ringraziato l’assessore Fiori rispetto al quale ha sottolineato l’indipendenza, la forte attenzione per il sociale e il fatto che ha maturato una propria esperienza all’interno dei Forum di Agenda 21 attivati in occasione del Psc, mentre ha criticato una certa confusione attorno agli strumenti urbanistici precisando che il Psc non assegna alcuna capacità edificatoria. Dal sindaco è arrivato anche un grazie anche alla Commissione consiliare permanente e al suo presidente Rinaldi per il lavoro collegiale e puntuale che è stato svolto.

Il Piano Strutturale Comunale è stato approvato con i voti favorevoli del Pd e del Psi. Hanno votato contro l’Idv, il Pdl, la Lega Nord e Una mano per Santarcangelo.

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