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Governo boccia abbassamento IVA sul Turismo. Ass. Galli: ‘è gravissimo’

Rimini

30 luglio 2010, 14:31

in foto: 'Non credo debba passare sotto silenzio la bocciatura da parte del Governo Italiano della proposta di abbassamento dell’Iva sul comparto turistico per allinearla alle aliquote dei concorrenti europei'. Così l'assessore provinciale al turismo Fabio Galli che interviene con una nota

Se spesso si improvvisano dibattiti su mille euro in più o in meno a una manifestazione o su uno 0,1% in più o in meno di presenze, l’affossamento di un’istanza chiesta da tempo a gran voce dal sistema turistico nazionale e in particolare riminese ha senz’altro la dignità e la dimensione di argomento di riflessione. E’ (era) una misura strutturale a garanzia della competitività del settore turistico italiano, la cui positiva soluzione è (era) stata più volte assicurata dall’attuale Ministro del Turismo e anche da qualche suo predecessore. Alla faccia delle promesse e degli slogan della semplificazione fiscale, oggi il comparto del turismo- che dovrebbe essere strategico per lo sviluppo e il rilancio economico del Paese- è una vera e propria jungla o, più folkloristicamente, uno spezzatino all’italiana.
In questo momento in Italia alberghi e ristoranti pagano l’Iva al 10%, mentre gli stabilimenti balneari al 20. Se un operatore turistico alberghiero offre servizi congressuali (affitto di una sala) fattura al 20%, anche per servizi accessori (fax, fotocopie, noleggio attrezzature), ma non per il buffet o il coffee break o il pernottamento che rimane al 10%. Se si aggiunge la fornitura di servizi balneari, allora si ritorna al 20%. Una gimkana insostenibile, con il rischio reale per molti operatori di sbagliare, anche in buona fede.
Il sistema turistico della Riviera di Rimini lo chiese da anni: serve una aliquota unica per tutti gli operatori turistici perché ciò vorrebbe dire semplificazione, trasparenza, prezzi più leggeri, migliore competitività. Ma serve ora e non quando (auspichiamo al più presto) la crisi economica sarà solo un ricordo. Oggi la concorrenza è ancora più spietata e gli altri Paesi non stanno a guardare su questo fronte e innovano e incidono: la Spagna ha bloccato l’IVA al 7% per tutti, la Francia è passata dal 19,5% al 5,5%, la Grecia è all’8% da tempo, la Germania è passata dal 19% al 7%. Solo l’Italia, Paese leader, si aggroviglia nel solito ginepraio, facendo perdere competitività alle proprie imprese e quindi inibendo gli investimenti delle stesse finalizzati all’innovazione e alla riqualificazione di strutture e servizi, soprattutto in un momento di crisi. Quello che è avvenuto ieri è gravissimo e spero che stimoli una reazione compatta dell’intero sistema turistico locale e regionale. Altro che ‘Magic Italia’! Qui siamo dalle parti di ‘Tragic Italia’

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