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Abbassamento Iva. Pizzolante (PdL) risponde a Marchioni e Galli

PoliticaProvincia

31 luglio 2010, 10:44

in foto: La bocciatura dell'abbassamento dell'Iva sul turismo da parte del Governo continua a far discutere. Dopo le critiche dell'onorevole Marchioni e dell'assessore provinciale Galli, arriva la risposta dell'onorevole del PdL Pizzolante.

Botta e risposta a distanza sull’Iva ‘turistica’ tra l’on.Sergio Pizzolante (Pdl) e l’assessore provinciale di centro sinistra al Turismo di Rimini, Fabio Galli, sul documento dell’on.Elisa Marchioni (Pd) bocciato ieri alla Camera per poco, dai voti Pdl e Lega. Secondo Pizzolante la riduzione secondo le norme Ue “comporterebbe un costo secco e immediato di circa un miliardo” e, per effetto di altre norme europee, anche “aumenti diffusi di generi alimentari, farmaceutici e sociali”. La proposta Marchioni puntava ad “abbassare l’Iva sul comparto turistico, uniformandola alle aliquote europee”, come conferma anche l’assessore Galli: “una misura strutturale a garanzia della competitività del settore, la cui positiva soluzione era stata più volte assicurata dall’attuale Ministro del Turismo”. Galli precisa che l’attuale differenza (“in Italia alberghi e ristoranti pagano l’Iva al 10%, mentre gli stabilimenti balneari al 20”) crea difficoltà agli imprenditori: “Se un albergo offre servizi congressuali (affitto di una sala) fattura al 20%, anche per servizi accessori (fax, fotocopie, noleggio attrezzature), ma non per il buffet o il coffee break o il pernottamento che rimane al 10%. Se si aggiunge la fornitura di servizi balneari, allora si ritorna al 20%. Una gimkana insostenibile, con il rischio reale per molti operatori di sbagliare, anche in buona fede. Il sistema turistico della Riviera di Rimini lo chiede da anni: serve una aliquota unica” e “oggi la concorrenza è ancora più spietata (la Spagna ha bloccato l’Iva al 7% per tutti, la Francia è scesa dal 19,5% al 5,5%, la Grecia è all’8% da tempo, la Germania è calata dal 19% al 7%)”. Secondo l’on.Pizzolante però è colpa della Marchioni se il Governo si espresso contro quel documento, perché avrebbe rifiutato “una piccola e indispensabile modifica” proposta in base a norme Ue dall’on.Casero, sottosegretario all’Economia. “La riduzione dell’Iva turistica – ha aggiunto Pizzolante – è nel programma di governo. Nel brevissimo periodo è difficile da realizzare per alcune buone ragioni: per complesse norme europee la riduzione non può essere graduale ma dovrebbe essere ridotta direttamente, e solamente, al 5%. Ciò comporterebbe un costo secco e immediato di circa un miliardo di euro”. Inoltre, “per altre complesse norme europee, per portare l’Iva al 5% bisognerebbe far salire dal 4 al 5% l’Iva agevolata (deroga speciale) ottenuta all’ingresso del nostro Paese nel regime europeo per generi alimentari, farmaceutici e per alcuni servizi sociali. Può sembrare assurdo ma è così: ciò provocherebbe una ‘rivoluzione’ e aumenti diffusi di generi alimentari, farmaceutici e sociali. L’unica possibilità (fatto salvo che poi occorrerà trovare le risorse economiche) è data da un accordo europeo per l’armonizzazione dell’Iva turistica per evitare una concorrenza sleale di alcuni Paesi (Francia e Spagna) su altri (Italia). E’ il senso della controproposta che il sottosegretario Casero aveva fatto alla Marchioni e che la parlamentare riminese ha rifiutato. Ce ne faremo una ragione – conclude Pizzolante – e cercheremo l’accordo (difficile) con l’Europa anche senza la benevolenza dell’onorevole Marchioni”. (ANSA)

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