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Piano strategico.L’associazionismo cattolico riflette su cultura e sussidiarietà

Rimini

20 aprile 2010, 08:40

in foto: L'associazionismo cattolico riminese propone un nuovo incontro del ciclo dal “sogno al segno” per parlare del Piano Strategico.

Venerdì alle 21 nell’aula magna dell’università si parlerà di “Cultura, bellezza e sussidiarietà per una nuova Rimini. Interverranno Lorenza Violini, Docente di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano e Gianfranco Brunelli, vicedirettore de “Il Regno”.

la presentazione dell’incontro:

Che fine ha fatto il Piano Strategico?

L’innovativo metodo adottato da Rimini per programmare la “città che verrà”, quella dei prossimi 20 anni, dopo una stagione di grande lavoro, che ha visto coinvolti cittadini, associazioni, comitati, amministratori, tecnici e politici, ora è in una fase di attesa. L’ultimo incontro del Forum risale a gennaio.

Ora però si apre una seconda fase del Piano Strategico, ancora più importante e delicata della precedente, affinché le intuizioni e le elaborazioni fin qui prodotte trovino una rispondenza concreta.

“Il Piano Strategico può rappresentare un punto di svolta di fondamentale importanza nel sistema di governo e gestione della città e si auspica diventi la prassi anche per il futuro – hanno scritto le aggregazioni laicali della Diocesi di Rimini nel contributo “Riflessioni e proposte sul Piano Strategico” redatto nel 2009 – essendo basato sull’azione sinergica e sul rapporto di tipo multipolare e circolare fra tutti gli attori coinvolti, pubblici, privati, sociali, economici e culturali. Così impostato – si legge ancora nel documento – esso consente di valorizzare una capacità nuova di guardare la realtà, oltre gli schemi ideologici e le proiezioni visionarie, e di prendere atto e superare la debolezza degli strumenti urbanistici tradizionali, facendo leva sulla sussidiarietà orizzontale e sul coinvolgimento della società civile. Introduce inoltre un fondamentale elemento di trasparenza nella definizione delle linee strategiche di sviluppo futuro, che mira alla massima condivisone possibile tra gli attori istituzionali, sociali, economi e culturali del territorio.”

Come si può rendere la sussidiarietà un metodo di lavoro condiviso ed ordinario nella vita di una città? Come non disperdere il lavoro fatto finora intorno al Piano Strategico? Quale città si può “sognare” di realizzare?

Lorenza Violini,
docente ordinario di Diritto costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università degli Studi di Milano e responsabile Dipartimento Pubblica Amministrazione della Fondazione per la Sussidiarietà;

Gianfranco Brunelli,
vicedirettore del quindicinale Il Regno.

Organizzato da: Acli, Agesci, Ass. Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Caritas Diocesana, Centro Culturale Paolo VI; Comunione e Liberazione, Fuci, Masci, Meic, Servizio Diocesano per il Progetto Culturale, Ucid, Uciim.

“Mi sembra anche importante la scelta di metodo già avviato – ha detto il Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi in occasione di una intervista rilasciata ai promotori del Piano Strategico – cioè il metodo di non far scendere il Piano dall’alto, ma elaborarlo con tutte le forze e le presenze vive della città. Mi sembra un metodo molto importante, un metodo comunitario nel senso di ciò che i cittadini hanno in comune, come patrimonio di valori, di ideali, di storia e di cultura capace di diventare energia per il futuro.”

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