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‘Ndrangheta: boss ucciso a colpi di kalashnikov a Soverato

CronacaNazionale

22 aprile 2010, 13:19

in foto: Un boss della 'ndrangheta Vittorio Sia, di 51 anni, e' stato ucciso stamani in un agguato a colpi di kalashnikov a Soverato, sulla costa ionica catanzarese.

L’uomo, a bordo di uno scooter, stava percorrendo la strada che conduce dalla frazione superiore al centro del paese, quando e’ stato affiancato da un’auto dalla quale sono stati sparati numerosi colpi di kalashnikov e di fucile calibro 12. L’uomo e’ morto sul colpo. La vettura usata dai sicari e’ stata trovata poco dopo, a Soverato, bruciata e con dentro le armi. La vettura era stata rubata nei giorni scorsi a Roccella Ionica, nel reggino. Sia era considerato dagli investigatori uno degli elementi di spicco della criminalita’ organizzata della zona. Le indagini sono condotte dai carabinieri. Sul luogo dell’agguato si sono recati anche gli investigatori della squadra mobile.

INDAGINI SU LEGAMI CON ALTRI DELITTI – Con l’omicidio di Vittorio Sia, ucciso stamani a colpi di kalashnikov
a Soverato, salgono a quattro gli omicidi compiuti negli ultimi due mesi lungo la fascia ionica al confine tra le province di Catanzaro e Reggio Calabria con ripercussioni anche sulla vicina provincia di Vibo Valentia. Le cosche della ‘ndrangheta operanti in questa zona, infatti, secondo gli inquirenti, non solo hanno legami tra loro, ma proiettano i loro interessi anche sulle localita’ delle province vicine. Un intreccio che potrebbe avere scatenato una guerra per il controllo del territorio. Un’ipotesi, quest’ultima, temuta dagli investigatori, anche se non ancora ufficializzata. E’ per questo che le indagini sull’omicidio di Sia si stanno intrecciando con quelle di Giovanni Vallelonga, di 62 anni, di Caulonia, ucciso ieri in un agguato a Stilo, nel reggino, ad una quarantina di chilometri da Soverato, a colpi di fucile calibro 12 e di pistola. Vallelonga ra considerato dagli investigatori vicino alla criminalita’ organizzata della vallata dello Stilaro, controllata dalla cosca Ruga-Metastasio. Inoltre l’uomo era cugino di Domenico Vallelunga, di 52 anni, ritenuto il boss dell’omonima cosca di Serra San Bruno (Vibo Valentia), ucciso il 27 settembre dello scorso anno davanti al Santuario dei Santi medici Cosmo e Damiano, a Riace, sempre nel reggino, dove era in corso la celebrazione della festa patronale del paese. Ma ci sono altri due delitti sui quali gli investigatori stanno concentrando la loro attenzione per verificare se possano essere collegati in qualche modo a quello di Sia. L’11 marzo scorso, a Guardavalle, nel catanzarese, ad una trentina di chilometri da Soverato, e’ stato ucciso in un agguato Domenico Chiefari, un boscaiolo di 67 anni. L’uomo, per gli investigatori, era vicino ad ambienti criminali della zona dove opera la cosca Novella-Gallace, attiva nel soveratese e con ramificazioni anche sul litorale laziale. Cinque giorni dopo l’omicidio di Chiefari, il 16 marzo, a Isca sullo Ionio, altra localita’ del soveratese, e’ stato assassinato Francesco Muccari, di 35 anni, raggiunto da numerosi colpi di pistola e di fucile. Anche lui, secondo gli investigatori, sarebbe stato legato ad ambienti della criminalita’ organizzata della zona. (ANSA)

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