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Iva sulla Tia. Confservizi: non applicarla porterebbe costi più elevati

Rimini

14 aprile 2010, 16:45

in foto: Sulla questione TIA (vedi notizia) intervenuta oggi anche Hera attraverso una nota stampa diffusa da Confservizi Emilia Romagna, associazione che riunisce le aziende di servizio pubblico locale.

Nella nota si legge l’invito ai sindaci a non prendere decisioni precipitose visto che, continuare ad applicare l’Iva sulla Tia, servirebbe ad evitare l’aumento dei costi a carico dei cittadini e delle imprese in attesa di un intervento chiarificatore da parte del legislatore. La mancata applicazione dell’Iva penalizzerebbe pesantemente, secondo Confservizi, non le aziende di gestione come Hera, che nel cambio non dovrebbero più farsi carico delle mancate riscossioni, ma le utenze diverse da quelle domestiche, che si troverebbero invece a pagare una tariffa più elevata dovuta ai maggiori costi di riscossione.

La nota stampa

Dopo la circolare dell’Anci, l’associazione delle aziende di servizio pubblico locale invita i primi cittadini a non modificare in maniera precipitosa i propri regolamenti per la riscossione della tariffa.
Continuare ad applicare l’Iva alla tariffa di igiene ambientale (Tia) per evitare l’aumento dei costi a carico dei cittadini e delle imprese, in attesa di un intervento chiarificatore del legislatore. è la richiesta di Confservizi Emilia – Romagna contenuta nella lettera inviata ad Anci Emilia – Romagna e ai sindaci della regione, sindacati, associazioni imprenditoriali e dei consumatori.

Visto che la giurisprudenza in essere indica allo stesso modo “non sanzionabili” sia coloro che continuano ad applicare l’Iva che quelli che hanno deciso di non applicarla, l’Associazione delle aziende di servizio pubblico locale invita i primi cittadini a non modificare in maniera precipitosa i propri regolamenti di riscossione della tariffa, per non aprire una falla nel sistema regionale di raccolta dei rifiuti.

Sulla questione, Confservizi ER ribadisce la propria posizione: solo un intervento di legge, già richiesto insieme a Federambiente a tutti i livelli istituzionali, potrà fare definitivamente chiarezza sull’interpretazione da dare alla sentenza della Corte Costituzionale 238/09, che ha attribuito la natura di tributo alla Tia, definendola quindi “estranea all’applicazione dell’Iva”.

Nel frattempo però, sono emerse prese di posizione contraddittorie anche da parte della stessa Anci, che, sottolinea Confservizi, “ha mandato nei giorni scorsi prima una lettera ai parlamentari della regione chiedendo un’urgente modifica legislativa che riconfermi la natura di corrispettivo della Tia e poi una circolare ai sindaci chiedendo di adeguarsi immediatamente alla pronuncia della Corte”.

Supportata nelle proprie argomentazioni dal parere di esperti in diritto costituzionale e tributario, Confservizi Emilia – Romagna sottolinea come la mancata applicazione dell’Iva penalizzerebbe pesantemente, non le aziende di gestione, per le quali l’iva è una partita di giro e che nel cambio non dovrebbero più farsi carico delle mancate riscossioni, quanto le utenze diverse da quelle domestiche, che si troverebbero invece a pagare una tariffa più elevata dovuta ai maggiori costi di riscossione.”

“Siamo preoccupati ogni giorno di più – commenta il presidente di Confservizi ER Graziano Cremonini – del rischio, sempre più concreto – di un forte aumento dei costi e soprattutto che, in conseguenza di questa vicenda, venga messo in discussione il sistema di gestione imprenditoriale, integrato ed industrializzato, dei servizi pubblici locali, costruito in questi anni dai Comuni e dalle loro Aziende, che in Emilia – Romagna, diversamente da tante altre realtà territoriali, garantisce oggi e anche per il futuro, servizi di qualità.”

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