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Il richiamo di Vitali. ‘Serve società aperta, non gestita a tavolino’

PoliticaProvincia

6 aprile 2010, 16:20

in foto: Le elezioni, il richiamo di Maggioli, le dimissioni di Aureli. Vicende che il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, legge in un'ottica globale, quella della necessità di un salto di qualità nella gestione della politica e del territorio.

Vitali rilancia un’idea di società aperta che superi quella di casta. Rimini non può più pensare di vivere di rendita, spiega Vitali: le sfide del futuro non ce lo consentono. Devono emergere le figure migliori, spiega Vitali, non improbabili ‘fenomeni’.

L’intervento di Vitali:

Il dopo elezioni ha aperto un dibattito, per molti aspetti necessario, sul tema della chiusura della politica e delle cosiddette “caste”. Benissimo.
Io ho sempre pensato che tra i motivi ispiratori di una nuova cultura di governo, che è necessaria quanto l’aria che respiriamo, ci debba essere l’impegno per costruire una “società aperta” che contrasti le rendite di posizione, le incrostazioni di potere e i tanti meccanismi che mettono freni al riconoscimento del merito e del talento.
Viviamo in una società gerontocratica e immobile, in cui l’impegno individuale garantisce sempre meno la possibilità di mettersi in gioco e di potere aspirare ad una posizione sociale migliore. La politica ha grandi responsabilità, e altrettante ne ha ognuno di noi che è stato eletto per assolvere a funzioni di governo, ma la malattia è molto più estesa.
Sono convinto che non facciamo un buon servizio alla nostra comunità se scarichiamo solo sulla politica (che, se non altro, attraverso le elezioni è costretta a rendere conto ai cittadini del proprio operato) problemi che sono davvero più ampi.
In questi giorni un segnale interessante è stato dato dal Presidente della CCIA Manlio Maggioli che, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sull’andamento economico della nostra provincia, ha richiamato all’unità e alla lungimiranza il nostro territorio. Sono d’accordo con lui e, aggiungo, che leadership forti la nostra area deve costruirsele non coltivando degli improbabili “fenomeni” ma attraverso un lavoro di squadra che- fuori da ogni diatriba da ‘capponi di Renzo’- faccia emergere le figure migliori da mettere in campo e che non possono che emergere da un clima generale di apertura e collaborazione.
Ma, sempre in questi giorni, le dimissioni
“rumorose” di Alfredo Aureli da Presidente della Fondazione Carim hanno in parte evidenziato lo stesso problema, all’interno di un soggetto a cui la legge assegna compiti importanti di sostegno all’economia ed alla società locale. Io non credo che sia positivo che da un Ente di servizio all’interesse generale come deve essere una Fondazione, trapelino a getto continuo scontri di potere che poco hanno a che fare con programmi di intervento e progetti da portare avanti.
Per il ruolo oggettivamente secondario che lo Statuto della Fondazione ha assegnato alle istituzioni locali posso solo garantire l’impegno a fare in modo che la indicazione di nomina di mia competenza sia di aiuto ad un processo di apertura che contribuisca ad aprire le porte ed essere sempre più in sintonia con le esigenze di sviluppo di Rimini. E mi piacerebbe che questo spirito venisse condiviso dagli altri soggetti, le altre istituzioni così come le categorie e gli ordini professionali, chiamati nelle prossime settimane ad assumersi la propria responsabilità.
Dobbiamo avere più coraggio. Non possiamo dare in alcun modo l’idea che esistono luoghi inviolabili, nel mondo politico o economico, dove pochi presunti illuminati disegnano a tavolino progetti, carriere e ipotesi di futuro.
Questo oggi Rimini non può permetterselo. Non è tempo per far fruttare le rendite: è il tempo della responsabilità, della capacità di mettersi in discussione e di fare andare avanti chi può dare qualcosa nell’interesse di tutti. E’ il tempo di rispolverare l’anima migliore della riminesità: quella del coraggio, dell’apertura mentale e del prendersi qualche rischio perché nulla di quanto abbiamo costruito (spesso con sudore e fatica) ci mette al riparo dalle sfide difficili che troviamo di fronte.

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