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Cala la mortalità sulle strade: presentato l’osservatorio sull’incidentalità

ProvinciaViabilità

2 aprile 2010, 14:34

in foto: In calo gli incidenti e la mortalità sulle strade riminesi negli ultimi dieci anni, ma sono in arrivo controlli serrati sulle strade provinciali per abbatterne ancora il numero.

L’annuncio è arrivato oggi, in occasione della presentazione del nono osservatorio sull’incidentalità stradale nella provincia di Rimini.

A Rimini si muore meno a causa di un incidente stradale: il 66% in meno rispetto a 10 anni fa. Ma si muore ancora troppo. Soprattutto i giovani, tra i 25 e i 29 anni: circa un terzo dei 419 morti sulle strade della Provincia in questi anni. La prima causa di incidente è il mancato rispetto dello stop o delle precedenze: in oltre il 26% dei casi.

Se la colpa è innanzitutto del guidatore, sulle provinciali si annuncia un vero e proprio giro di vite, con mandato alla polizia municipale di aumentare i controlli. Ma oltre agli agenti sulle strade, anche altri strumenti si sono dimostrati efficaci. “Da una serie di rapporti – spiega Vincenzo Mirra, Assessore provinciale alla Mobilità – abbiamo notato che dove i comuni hanno inserito, per esempio, i semafori con telecamera, gli incidenti tendono a calare”.

Una fetta di responsabilità va anche allo stato delle strade. L’osservatorio sull’incidentalità stradale ne ha fatto una mappatura in base al numero degli incidenti. L’incrocio più pericoloso a Rimini si trova in zona ospedale. In generale l’impiego delle rotonde ha contribuito a migliorare la viabilità. La Flaminia Conca, ad esempio, si segnala per aver dimezzato gli incidenti in 5 anni. Altre strade invece hanno primati tutt’altro che invidiabili. Oltre alla Marecchiese e alla statale 16, tra le strade più pericolose d’Italia e oggetto da tempo di interventi, oggi gli occhi sono puntati anche sulla Rimini-Montescudo e sulla Rimini-San Marino, che hanno visto crescere la loro incidentalità di oltre il 30%. “Su queste due strade – spiega Mirra – interverremo sia sulla parte viaria, ampliando la carreggiata, sia con una serie di piste ciclabili, in parte già realizzate, per rendere più sicura la viabilità lenta. Sulla superstrada di San Marino l’intervento è un po’ più corposo. Serve un’alternativa per la mobilità lenta che attualmente non c’è”.

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