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Telecamere in Comune: per il giudice sono antisindacali

Cattolica

31 marzo 2010, 16:35

in foto: Il giudice del lavoro si è espresso sul ricorso presentato dalla Uil contro le telecamere installate dal Comune di Cattolica all'ingresso di alcuni uffici. Si tratta di condotta antisindacale, ma il Comune è stato corretto perchè le ha rimosse subito.

Due interpretazioni opposte della stessa sentenza. Sono quelle fornite dal Comune di Cattolica e dalla Uil in merito alla pronuncia del giudice del lavoro del tribunale di Rimini sulla vicenda delle telecamere di sorveglianza installate dall’amministrazione comunale all’ingresso degli uffici di piazza Roosevelt (Polizia Municipale, Pubblica Istruzione e Urbanistica).

‘Una vittoria importante per la libertà ed il rispetto dovuto ai lavoratori’ commenta la Uil-Fpl, sottolineando che il giudice ha ritenuto antisindacale l’installazione delle telecamere e che il Comune non è stato sanzionato solo perchè ha rimosso le telecamere subito dopo la denuncia della Uil.
‘All’epoca della presentazione del ricorso sussisteva l’attualità della condotta antisindacale – si legge nella sentenza – apparendo decisivo il fatto che, pur essendo la materiale installazione dell’impianto di videosorveglianza risalente al 2006, le apparecchiature in questione non fossero state ancora rimosse’.

‘Siamo rasserenati. Il giudice si è espresso a favore del Comune’ ha invece commentato il sindaco di Cattolica, Marco Tamanti, evidenziando la parte della sentenza che ‘assolve’ il Comune dall’accusa di condotta antisindacale per aver disattivato l’impianto.

Per quanto riguarda la mancata applicazione del piano occupazionale per la Polizia Municipale, il giudice ha accolto al tesi del Comune che l’ha definita una sospensione temporanea.

La nota stampa della Uil
In merito alla denuncia della Uil – Fpl di comportamento antisindacale nei confronti del Comune di Cattolica, si rende noto che il giudice del lavoro si è espresso, nella sostanza, evidenziando lo scorretto comportamento dell’Ente rispetto alla collocazione delle telecamere per videosorveglianza.
Nella sentenza viene infatti riportato che “all’epoca della presentazione del ricorso sussisteva l’attualità della condotta antisindacale, apparendo decisivo il fatto che, pur essendo la materiale installazione dell’impianto di videosorveglianza risalente al 2006, le apparecchiature in questione non fossero state ancora rimosse”. In pratica il giudice ha sentenziato che il Comune non avrebbe potuto installare ed attivare quelle telecamere, e che non potrà farlo, con le stesse modalità, neppure in futuro. Il Comune si è salvato dalla sanzione relativa al comportamento antisindacale, solo ed esclusivamente perchè ha tolto le telecamere dopo la denuncia della Uil ed il conseguente dibattimento del 18 u.s. A riprova che la Uil aveva ragione, e che quelle telecamere non potevano essere lì. Una vittoria importante per la libertà ed il rispetto dovuto ai lavoratori.
Venendo poi al tema della mancata applicazione di una parte del piano occupazionale, relativa alla Polizia Municipale (delibera 175) il giudice ha preso atto della difesa dell’Amministrazione Comunale, la quale ha sostenuto che tale mancata applicazione era da considerarsi solo temporanea, e nella sentenza parla di “determinazione amministrativa di mera sospensione temporanea del piano occupazionale”. A questo punto però la Uil si aspetta che il Comune prosegua con quanto sottoscritto nel piano occupazionale triennale 2009-2011, dando seguito all’espansione dei contratti part time. E non può non chiedersi quale valenza abbia una informativa, inviata dall’Amministrazione in data (guarda un po’….) 30 marzo, ore 18, nella quale cambia il piano occupazionale triennale rivedendolo nella sostanza… A questo punto, fatte salve le necessarie verifiche ed un’eventuale composizione politica, la Uil si riserva tutte le azioni mirate a tutelare le legittime aspettative dei lavoratori.
La Uil – Fpl, pur esprimendo grande soddisfazione rispetto alla sentenza del giudice che nella sostanza le ha dato ragione, si rammarica del fatto che proprio un’Amministrazione di centro-sinistra abbia costretto il sindacato a ricorrere al giudice per la tutela dei sacrosanti diritti dei lavoratori. Riflettete!

La nota stampa del Comune di Cattolica
In relazione alla denuncia intentata dalla Uil Fpl nei confronti del Comune di Cattolica, l’Amministrazione comunale non può esimersi dal rendere noto che il giudice del lavoro si è espresso, con sentenza recante data di ieri, 30 marzo, a favore del Comune, giudicando l'”insussistenza delle condotte antisindacali da parte del Comune di Cattolica denunciate nel ricorso”.
Come si ricorderle argomentazioni della Uil riguardavano la delibera sugli orari di apertura degli uffici e su alcuni aspetti inerenti l’orario di lavoro (come ferie, tempi di ristoro e altri), la delibera sulla sospensione dell’applicazione di una parte del piano occupazionale, nonché sulla presenza di videocamere di videosorveglianza.
Per quanto riguarda gli orari di lavoro, il giudice ha valutato che il confronto con i sindacati esperito dall’Amministazione comunale sia stato sufficiente. Per quanto riguarda i tempi di ferie e ristoro, i permessi e altri aspetti specifici sempre inerenti l’orario di lavoro, il giudice ha ritenuto che non si ravvisi la necessità di concertazione sindacale. Parimenti non richiedeva l’attivazione della concertazione la delibera 175, inerente la sospensione di parte del piano occupazionale.
Per quanto riguarda, infine, l’attivazione delle telecamere, il giudice ha decretato che non vi stato alcun comportamento antisindacale in quanto i relativi impianti sono stati disattivati. Questo, beninteso, non significa che l’Amministrazione Comunale non possa in nessun caso utilizzare questo presidio, a tutela della sicurezza dei propri operatori e dei cittadini, ma che l’attivazione delle telecamere deve essere preceduta da accordo con i sindacati (o in subordine da autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro). Merita allora di essere ricordato che le telecamere erano state attivate dalla precedente Giunta sin dal 2006 senza che vi sia mai stata alcuna rimostranza da parte dei sindacati. E quando questa arrivata, l’Ente ha provveduto a disattivare l’impianto di videosorveglianza.
“Siamo rasserenati dichiarano il sindaco Marco Tamanti e l’assessore al Personale Gianfranco Tonti perché questa sentenza acclara la correttezza e la buona fede dell’Amministrazione Comunale e dei dirigenti preposti alle materie in argomento, Claudia Rufer e Ruggiero Ruggero. Più in generale l’auspicio è che prevalga, da parte di tutti, lo spirito di collaborazione per raggiungere risultati condivisi per i dipendenti e per la città evitando estremizzazioni”.

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