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Sorvegliato speciale gestiva smaltimento rifiuti pericolosi. 4 arresti

CronacaProvincia

25 marzo 2010, 11:01

in foto: Un 49 enne catanese, sorvegliato speciale, gestiva società sammarinesi per lo smaltimento di rifiuti pericolosi in Calabria, è stato arrestato con altre tre persone dalla Guardia di Finanza di Rimini.

Non aveva nessun titolo di studio, ma era conosciuto come ‘il dottore’ per la perizia con la quale gestiva i suoi traffici illeciti. Anche da sorvegliato speciale infatti, a San Clemente, il catanese di 49 anni, arrestato dalla guardia di finanza di Rimini, era il burattinaio che muoveva i fili di altre 17 persone implicate nello smaltimento illecito di oli esausti e in attività creditizie non autorizzate. Di queste, 14 ora sono indagate a piede libero e 3 arrestate: due campani di Afragola, affiliati al clan Moccia, che per suo conto facevano gli usurai e un riminese, mediatore creditizio. La Guardia di Finanza ha posto fine all’attività illecita di smaltimento ieri quando, stavano per trasferire macchinari e attrezzature. all’isola di capo Rizzuto.
L’olio non smaltito, che probabilmente sarebbe finito in mare attraverso il porto di Crotone ora è in un deposito della città calabrese.

‘L’uomo si affidava a dei prestanome per svolgere la sua attività illecita – ha detto Marco Mandrelli, Maresciallo della Guardia di Finanza Rimini – benchè fosse sorvegliato speciale. Le indagini, oltre a farci scoprire l’esistenza di usurai a Rimini, ci hanno anche permesso di rilevare reati commessi nei confronti della Regione Calabria. I capi d’imputazione per gli arrestati sono truffa, trasferimento fraudolento, usura, ricettazione, e reati contro la pubblica amministrazione’.

Spacciandosi per gestori dello smaltimento di filtri di olio, per conto del gruppo Q8, del quale avevano falsificato logo e timbri, aveva presentato alla regione Calabria una polizza fidejussoria falsa da circa 155 milioni di euro, per smaltire i rifiuti tossici nella provincia di Crotone.
Le Fiamme Gialle hanno sequestrato quote azionarie di quattro società, due di diritto sammarinese e due italiane (con sede a San Clemente ed Afragola) con a capo dei prestanome, (tra cui una riminese di 29 anni, ora indagata), e beni mobili: un albergo a quattro stelle di Cattolica, in viale Carducci, e un’Audi A6 per un valore complessivo di 5 milioni di euro.
Tra gli indagati ci sono anche un ex funzionario di banca del gruppo Unicredit e un sammarinese.

(newsrimini.it)

Foto Bove.

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