giovedì 24 gennaio 2019
In foto: Non una chiusura ma un trasferimento di personale a Rimini. Così la Scm avrebbe giustificato lo smantellamento della Morbidelli di Pesaro nell'incontro della scorsa settimana con i sindacati.
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mer 17 mar 2010 11:20 ~ ultimo agg. 00:00
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A darne notizia è la Fim Cisl che esprime forte contrarietà sulla decisione e fa il punto poi sugli altri temi trattati nella riunione. L’azienda ha evidenziato un lieve aumento dell’attività specie per i prodotti della divisione “premium” che ha portato alla riduzione dei lavoratori sospesi a zero ore (dai 348 di settembre 2009 ai 270 di febbraio 2010), portando il totale dei dipendenti in Cassa Integrazione Straordinaria da 1035 a 606. Va specificato, ricorda la Fim, che alla riduzione hanno contribuito l’appuntamento a breve della fiera Tecnodomus, i pensionamenti, le dimissioni volontarie e i contratti a termine non rinnovati. Il sindacato evidenzia però la totale assenza di rotazione del personale sospeso e l’insufficiente offerta formativa proposta per il personale. Ieri, con toni ancora più critici, era intervenuta anche la Fiom Cgil sottolineando il mancato rispetto degli accordi presi al ministero e annunciando per oggi un’ora di sciopero in tutti gli stabilimenti per protestare contro la chiusura della Morbidelli.

La nota stampa

Giovedì 11 marzo si è dato avvio agli incontri tra azienda e Organizzazioni sindacali per dare seguito e attuazione agli accordi sottoscritti per la gestione della CIGS. L’incontro si è aperto con la nostra dichiarazione di contrarietà per il metodo e il merito utilizzato dall’azienda per comunicare la chiusura dell”unità produttiva di Pesaro. Nel merito l’accordo sottoscritto non prevede chiusure di stabilimenti ne ridimensionamenti strutturali di organici. L’Azienda ha risposto in modo singolare in quanto ha smentito che si tratti di chiusura ma di “trasferimento di tutto il personale a Rimini”.

L’incontro è stato poi dedicato alle verifiche dell’accordo e hanno trattato dei seguenti punti:

– andamento produttivo
– gestione della cigs (personale sospeso a zero/ore)
– piano formativo di riqualificazione professionale

Per quanto riguarda l’andamento produttivo si registra un lieve aumento dell’attività specie per i prodotti della divisione “premium” che ha prodotto come primo risultato la riduzione dei lavoratori sospesi a zero/ore (dai 348 di settembre 2009 agli attuali 270 di febbraio 2010), portando il totale dei lavoratori interessati a vario titolo alla CIGS che passano dai 1035 di settembre 2009 ai 606 di febbraio 2010.

Va specificato che alla riduzione dei sospesi ha contribuito l’appuntamento a breve della fiera Tecnodomus di Rimini (71) oltre ai pensionamenti (31), alle dimissioni volontarie (16) ed ai contratti a termine non rinnovati (21).

Pur avendo espresso soddisfazione per la riduzione della sospensione, abbiamo fatto rilevare che ad oggi c’è una totale assenza di rotazione del personale sospeso fatto salvo nello stabilimento Stefani a Thiene con due(2) persone che fanno rotazione.

E’ stato poi valutato il piano formativo illustrato dall’azienda che prevede il coinvolgimento dei lavoratori del gruppo con distinzioni da farsi stabilimento per stabilimento.

Anche su questo punto abbiamo sollevato perplessità sia per quantità che per qualità della formazione proposta, Pertanto è stato chiesto di dare disponibilità ad aumentare l’offerta formativa tenendo conto dell’esigenza di ri-qualificare il personale ad oggi non coinvolto nei processi produttivi. Vanno perciò ridefiniti i moduli formativi e il numero dei lavoratori coinvolti. In una generale insoddisfazione per le informazioni ricevute si è calendarizzato un nuovo incontro con i vertici aziendali che si terrà il 12 aprile 2010, abbiamo fissato anche i temi da trattare:

– definizione delle proposte formative
– gestione volontari e/o pensionandi in uscita (mobilità volontaria)
– stato attuazione piano industriale
– stabilimento di pesaro

Ma soprattutto un quadro strategico d’insieme per capire come in concreto l’azienda voglia aggredire il mercato, evitare ulteriori ipotesi di ridimensionamento, superare la contrazione della domanda e dimostrare concretamente di non lasciare indietro nessun lavoratore.

Nell’incontro della delegazione sindacale la Fim Cisl ha fatto presente che ritiene necessario recuperare in un momento così difficile un terreno di iniziativa unitaria, tuttavia, ciò non può prescindere da un chiarimento sui gravissimi episodi accaduti a Rimini.

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