lunedì 23 settembre 2019
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In foto: Rimini diventa importante centro di ricerca dell'Università di Bologna. Questa mattina sono stati presentati ufficialmente i nuovi tecnopoli riminesi, finanziati tra gli altri da Regione, Università, Unirimini e enti locali. I nuovi centri si occuperanno di ricerca applicata nel settore dell'ambiente e della moda.
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mar 16 mar 2010 14:21 ~ ultimo agg. 00:00
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In tempo di crisi l’università di Rimini va incontro all’economia con la ricerca applicata: quella che produce brevetti da vendere alle aziende. Grazie ai nuovi tecnopoli di Ambiente e Moda che sorgeranno nell’area dell’ex macello in via Dario Campana, e ad altri cinque centri interdipartimentali romagnoli, l’Università di Bologna punta a cambiare la collaborazione sin qui svolta con le aziende. “Abbiamo creato una struttura che con le imprese lavora direttamente fin dall’inizio “, spiega Dario Braga, Pro-Rettore alla Ricerca dell’Università di Bologna. “Una struttura che si va a cercare il suo mercato e non ha più un rapporto passivo col sistema delle imprese”.

L’obiettivo del tecnopolo energia e ambiente è creare innanzitutto prodotti a basso impatto ambientale, come sottolinea il professore Luciano Morselli, della Facoltà di Chimica industriale di Rimini: “Di fronte alla crisi economica e a quella climatica, l’obiettivo non può essere che produrre in modo sempre più sostenibile, risparmiando materie prime e energia”.

Nel caso del tecnopolo che si occuperà delle tecnologie innovative per la moda, invece, la collaborazione con la facoltà di farmacia ambisce a studiare per esempio gli aspetti salutistici dei tessuti, fino a crearne di innovativi: in grado, per esempio, di rilasciare profumi o acidi rigeneranti per la pelle.

Una riorganizzazione importante, quella portata dai tecnopoli, per tutta l’Università di Bologna, e per il polo di Rimini. “I laboratori si svilupperanno – spiega Giorgio Cantelli Forti, Presidente del Polo Scientifico didattico di Rimini – grazie a un part-time del personale di ruolo universitario e con personale esterno formato per portare avanti la ricerca applicata”.
Insomma l’università di Rimini cresce, coi suoi 6mila immatricolati, 680 dei quali quest’anno sono stranieri. “Serviranno in futuro – sottolinea Cantelli-Forti – molti servizi agli studenti e attenzione ai docenti, oltre a nuovi spazi di ricerca universitaria, oltre agli spazi per la ricerca applicata”.

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