giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Il mancato incontro con le famiglie interessate agli asili nido riminesi è causa di una nuova spaccatura all'interno della maggioranza in Consiglio Comunale a Rimini.
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ven 5 mar 2010 16:25 ~ ultimo agg. 00:00
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Nello specifico, è Fabio Pazzaglia a criticare l’atteggiamento del suo capogruppo nella fila del PD; Marco Agosta.
(vedi notizia del 4 marzo)

Il comunicato di Pazzaglia:

Sono reduce da una lunga discussione con il mio capogruppo Marco Agosta nella quale ho dovuto prendere atto con dispiacere che il Gruppo Consigliare del Partito Democratico non incontrerà i rappresentanti dei genitori degli asili di Rimini prima del voto sul Bilancio. Non sono assolutamente d’accordo, anzi la ritengo una scelta grave perchè è da irresponsabili evitare i genitori proprio ora che ci vorrebbero incontrare. Il Gruppo Consigliare di maggioranza più importante numericamente, il Pd ha 18 consiglieri comunali compreso il sottoscritto, così facendo abdica alla sua funzione.
Si rifiuta, nella persona del suo Capo Gruppo, di dare soddisfazione ad una richiesta che proviene da chi rappresenta i genitori dei bambini che frequentano i servizi all’infanzia comunali, quindi gli utenti finali dei servizi stessi. Nella missiva inviata ai capigruppo del Consiglio Comunale i genitori richiedono un incontro urgente. Perché allora rispondere, come fa il Consigliere Agosta, “sì va bene lo facciamo, però dopo il voto sul Bilancio”. Ma chi vuole prendere in giro?
I rappresentanti dei genitori hanno necessità di incontrare i consiglieri (soprattutto quelli del Pd) adesso e non a Bilancio approvato! I genitori vorrebbero capire cosa sta succedendo.
Vorrebbero capire come mai a tutt’oggi nel Bilancio che andremo ad approvare tra pochi giorni non sono ancora presenti le risorse per aprire i futuri asili nido di via Sacco e Vanzetti e via Della Rondine. Vorrebbero sapere anche cosa significhi il capoverso presente nella relazione previsionale di Bilancio dove sulle Politiche Educative si scrive testualmente: “risulta oltremodo problematico, stanti i vincoli organizzativi e finanziari che limitano l’operatività dell’Amministrazione, prescindere dalla collaborazione del terzo settore nella conduzione dei servizi”.
Il Capogruppo Marco Agosta non concedendo l’incontro ai rappresentanti dei genitori dimostra tutta la debolezza del Partito Democratico. Bastava incontrarsi e dire le cose come stanno. Se Agosta vuole spingere il sistema educativo riminese verso la gestione privata doveva sentire il senso di responsabilità di dirlo ai diretti interessati e cioè gli utenti del servizio. Saranno loro poi a decidere se accordare fiducia a chi rappresenta tale impostazione oppure no.

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