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Elezioni in Francia. La sinistra non stravince, ma ossa rotte per Sarko

NazionalePolitica

22 marzo 2010, 09:53

in foto: La sinistra ha messo al tappeto la destra dopo averla stordita domenica scorsa. Il 'grande slam',ovvero la conquista di tutte le regioni, però non c'é stata.

L’Alsazia è rimasta a Sarkozy e la destra resta tutta arroccata in quel suo unico bastione sul territorio. Persino la Corsica è passata a sinistra. Il governo ammette la sconfitta, da oggi tutti al lavoro per dimostrare di aver ben compreso che i francesi sono molto insoddisfatti.
Il Partito socialista resta primo nel paese, la sinistra è oltre il 54%, la destra è ferma al 36, si tratta di una sconfitta “vera”, come ha ammesso Jean-Francois Copé, capogruppo dei deputati di destra. Francois Fillon, primo ministro, si recherà domattina all’Eliseo dopo aver fatto ammenda in diretta subito dopo i risultati. Probabilmente si dimetterà, come fece nel 2004 il suo predecessore Jean-Pierre Raffarin, sconfitto alle regionali, con il presidente Jacques Chirac. Anche in questo caso, Sarkozy respingerà le dimissioni con l’impegno a un significativo rimpasto di governo. Fillon, in realtà, è uno dei pochi a destra ad aver mantenuto un livello decente di popolarità – specialmente di fronte al crollo di Sarkozy – e sul suo ruolo non è in discussione.

Il nome più gettonato per un avvicendamento, nei giorni scorsi, è stato quello del ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, capofila del gruppo dei ministri “dell’apertura”, pescati cioé da Sarkozy negli affiliati all’opposizione. Ma nelle ultime ore, nei corridoi è filtrata l’indiscrezione di una sua conferma, dal momento che la politica estera è forse il settore meno impopolare fra quelli dell’attività governativa. Possibile quindi, che i sacrifici riguardino Roselyne Bachelot (Sanità) e soprattutto Xavier Bertrand, il capo dell’Ump che ha fallito alla sua prima vera prova alla testa del partito. A sinistra si fa festa a rue Solferino, storica sede del Ps, ma si evitano i toni trionfalistici. Martine Aubry, ormai sul trampolino di lancio per le presidenziali 2012, ha parlato di “vittoria senza precedenti” ma ha promesso che “da domattina la gauche sarà al lavoro”.
Con i Verdi, soprattutto, in quasi tutte le regioni: “ottimo – ha commentato Daniel-Cohn Bendit, leader di Europe Ecologie – ma il difficile comincia adesso, perché bisogna lavorare ad un progetto”. Le premesse ci sono: la giovane Cecile Duflot, segretario dei Verdi, ha azzardato – in controtendenza con l’autolesionismo della sinistra avvelenata da anni di guerriglia interna – di voler “continuare il dialogo con la sinistra” anche nella prospettiva delle presidenziali 2012.
(Ansa)

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