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Dopo lo scontro con Lombardi, Renzi lancia proposta di una lista civica

PoliticaRimini

31 marzo 2010, 17:21

in foto: Come era nell'aria, la convivenza di Gioenzo Renzi all'interno del PDL riminese, dopo le turbolenze dell'ultima campagna elettorale, pare al capolinea.

Oggi l’ex consigliere regionale ha lanciato la proposta di una lista civica alleata del PDL e della Lega Nord “non condizionabile da interessi particolari”, ha detto riferendosi alle presunte manovre di Lombardi in vista delle elezioni del 2011 a Rimini.
Lo stesso Lombardi, cui il responso delle urne ha dato ragione nella corsa interna tra i due, all’indomani del voto non è stato per niente tenero con Renzi: “Rischia di fare un favore alla sinistra”.

(foto Bove)
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Il comunicato di Lombardi:

È l’ultima volta che vorrei parlare della sfida con Renzi, però mi è impossibile non precisare alcune cose. In politica conta il consenso ma se identifichiamo troppo il consenso con le preferenze (credo di poterlo dire avendone prese più di tutti) rischiamo di degenerare nel populismo.

Berlusconi è un leader insostituibile non solo perché prende milioni di preferenze, ma perché sa tenere insieme la sua coalizione e le varie anime dalla “squadra”. Quando Renzi afferma in maniera offensiva che io ho messo insieme “cani e porci” offende gli elettori del PDL che mi hanno votato, mentre io rispetto molto quegli elettori che hanno votato per lui, e penso di convincerli che il mio modo di fare politica è più costruttivo per i cittadini e più utile per il centro destra.

Se da Bologna a Rimini tutto il centro destra sia di provenienza AN che FI hanno esultato per la mia vittoria, vuol dire che Renzi non ha amici che lo stimano politicamente neppure fuori di Rimini e quindi qualche domanda se la dovrà pur fare.

Io viceversa ho ricomposto tutte le incomprensioni dentro Forza Italia, ho raccolto la fiducia di tutti i maggiorenti di Alleanza Nazionale ed il risultato si è visto.

Per quanto concerne la campagna elettorale, Renzi che vorrei ricordare a tutti è sulla scena politica riminese da 50 anni e che ha sempre detto di contare su ciò che aveva fatto, in realtà ha puntato più sulla comunicazione che sulla sostanza, arrivando a fare una campagna squallida sui manifesti elettorali disattendendo un preciso accordo scritto firmato con me. Io ho volutamente tenuto un profilo più basso perché volevo dimostrare che vince la politica ed il rapporto consolidato con i cittadini e le categorie e non la pubblicità dell’ultimo momento.

Quanto ai contenuti, Renzi confonde la protesta, l’articolo sul giornale o le interrogazioni con la proposta politica con la ricerca di creare alleanze e con la capacità di risolvere i problemi.

Renzi fa bene a fare il Consigliere Comunale, io non dico come ha detto lui che deve andare a casa, ma vorrei chiedergli quante delle questioni che ha sollevato hanno portato dei risultati? E poi è sicuro che spesso non sia stato usato dalla sinistra per fare un po’ di fracasso utile alle diatribe interne della maggioranza e che la sinistra non lo abbia ripagato con diversi voti disgiunti?

Io non ho dovuto rompere le scatole ai miei elettori con voluminosi e costosi depliant, perché i miei elettori già sapevano cosa avevo fatto e per questo mi hanno votato.

Ricordo a Renzi che ancora mette in dubbio la qualità e la quantità del mio operato in Regione che nella modifica della legge 7 sul turismo c’è il mio apporto ed il suo no. Che nella legge sulle associazioni di promozione sociale (che riguarda anche il Meeting) il mio apporto c’è il suo no. Che varie associazioni economiche e di volontariato sanno bene cosa ho fatto per loro in questi anni: poche chiacchiere e molti fatti. E mi hanno votato.

Che sono stato per 7 anni l’unico rappresentante dell’opposizione nel Progetto CAPIRE che mira a verificare il risultato dei costi della politica e non a fare propaganda come fa lui per una preferenza in più.

Che sono stato il relatore di diverse leggi approvate ed il primo firmatario di due leggi approvate.

Tutto questo dall’opposizione mentre lui urlava e faceva interrogazioni e interpellanze utili solo per le sue preferenze personali.

A questo punto se prosegue nell’atteggiamento che ho intravvisto in queste prime ore, rischia di diventare una macchietta della politica e, ciò che più mi interessa, rischia di danneggiare la concreta possibilità di vittoria che i numeri invece indicano su Rimini. Non vorrei che proprio lui facesse questo favore alla sinistra riminese ormai agonizzante.
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Il comunicato di Renzi:

“Innanzitutto desidero ringraziare – ha dichiarato Gioenzo Renzi – i 9.528 elettori che mi hanno dato la preferenza.
9.528 cittadini che evidentemente a differenza di Marco Lombardi hanno letto e apprezzato il lavoro che ho svolto in questi cinque anni in Regione, le proposte avanzate e i risultati che sono riuscito ad ottenere.
Dato che contribuisce per il 45% al primato in Regione del PDL della Provincia di Rimini.

Al riguardo vorrei precisare che il sottoscritto non ha firmato nessun accordo con Lombardi, su come impostare le nostre rispettive campagne elettorali.
Non mi sembra che quella di Marco Lombardi sia stata poco dispendiosa o di basso profilo, a differenza di quanto ha dichiarato, vedi le telefonate a casa, i camion vela, i manifesti 6X3, gli spot radio e in TV, ecc…

In merito al risultato ottenuto da Lombardi, desidero sottolineare che Lombardi ha condotto la maggior parte della sua campagna elettorale, tessendo alleanze con diversi poteri della città e chiedendo il loro appoggio.

Non credo, perciò, di offendere nessuno affermando che il risultato di Lombardi è soprattutto un voto di apparato, certamente rispettabile, ma che, d’altra parte, rende lo stesso Lombardi più un “portavoce” di chi l’ha sostenuto che un rappresentate di tutti i cittadini.

E, a mio avviso, un rappresentante che dipende solamente da certe alleanze, promesse fatte, o da certi apparati, senza un suo consenso personale, è per forza di cose un politico più condizionabile a sostenere determinati interessi particolari che l’interesse generale.
Il sottoscritto, invece, da quando ha iniziato a fare politica, ha sempre privilegiato l’ascolto e il confronto con i cittadini e le categorie, cercando di risolvere i problemi segnalati, salvaguardando sempre l’interesse generale, ed è questa la differenza fondamentale del mio modo di fare politica da quello di Marco Lombardi, di cui sinceramente non ricordo che abbia mai portato avanti una battaglia importante a favore del nostro territorio o della nostra città, nei suoi 10 anni di mandato regionale.

Per ultimo, oltre a trovare sicuramente non molto costruttivo e responsabile, quanto ha dichiarato Marco Lombardi nei miei confronti, proprio per la crescita del PDL riminese, in qualità di vice coordinatore Provinciale del PDL e rappresentante nel Comune di Rimini del 48% dei consensi ottenuti dal PDL stesso con il voto di preferenza, desidero chiedere al duo Pizzolante e Lombardi, quanto segue:

1) Corrisponde al vero che la famosa alleanza con una “lista civica” che dovrebbe intercettare il consenso del PD, in verità è guidata non da “civici” ma da “trombati del PD”, come ad esempio l’ex parlamentare dei DS, ed ex Assessore all’Urbanistica Gambini o l’ex parlamentare del PD ed ex Presidente della Provincia nel 1995, Ermanno Vichi? Personaggi che sono già responsabili di aver mal governato il nostro territorio, e tanto meno possono essere considerati il nuovo che avanza, o garanzia di cambiamento.

2) È più opportuno per il PDL, oggi primo partito della città, al fine di conquistare il Comune di Rimini, sostenere i “trombati del PD” interessati più al potere che al bene della città, o pensare a costruire un’alternativa seria all’attuale coalizione di sinistra?

3) Visto anche il risultato raggiunto dalla Lega e dai grillini, chiedo se non sia più appropriato aprirsi, diversamente, alla società civile, ed è per questo che lancio un appello a tutti i professionisti, imprenditori, cittadini, giovani e donne, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, ma disponibili a creare una “vera” lista civica alleata con il PDL e la Lega Nord, a contattarmi, al fine di creare un vera forza di Governo alternativa alla città, e non condizionabile da interessi particolari.”

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