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In foto: Quando le difficoltà corrono troppo veloci per le famiglie. Abbiamo raccolto la segnalazione di una famiglia albanese che risiede in affitto a Santarcangelo, alle prese con uno sfratto e un bilancio familiare colpito dalla crisi.
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ven 26 feb 2010 19:30 ~ ultimo agg. 00:00
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Le valigie questa mattina erano pronte, in attesa dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario per ritirare le chiavi. Sono in sei, due bambini – il più piccolo di 15 mesi – i genitori e due anziani, uno invalido al 60%. Albanesi, regolarmente in Italia dal 2001. Da quattro mesi il riscaldamento è rotto, con un aggravamento della situazione umidità che li aveva costretti a prendere una stufa al centro missionario. Ma la proprietaria non aveva interesse a ripararlo, visto che deve tornare in possesso della casa per risistemarla da cima a fondo a uso della sua famiglia. Non sanno dove andare, e soprattutto come pagare. In passato erano già stati dai servizi sociali, ma la prima volta non avevano i requisiti. Ora, col secondo figlio, lei senza lavoro, lui a orario ridotto per la crisi, i requisiti li hanno. Ma si sono presentati solo sei mesi fa, e per accedere agli aiuti non basta.
Ci spiega perchè Mario Giuliano, responsabile del sindacato Unione Inquilini di Rimini, che ha seguito la loro vicenda e che oggi ha atteso l’ufficiale con loro: “Una famiglia che si è sempre arrangiata alla meno peggio e in precedenza non aveva mai avuto bisogno di andare dai servizi sociali in precedenza. Però nel momento in cui lo ha fatto, viene fuori quel meccanismo perverso, che noi abbiamo bocciato quando c’è stato il tavolo di concertazione, la famosa attribuzione di almeno un anno di presa in carica dai servizi sociali. Ovviamente se uno non si è mai presentato perché non è ha mai avuto la necessità e si presenta dopo, fino a quel periodo l’assistenza sociale o quale che sia il meccanismo non prevede nessun intervento di aiuto economico o altri tipi di aiuti”.
Il Comune e l’Ausl, interpellata per il servizio minori, hanno perciò semplicemente applicato le norme.
Di famiglie in emergenza ne sono state aiutate. Ma é anche accaduto che chi ricevuto sostegno non sempre ha risposto con un adeguato impegno a cercare sistemazioni lavorative e abitative. E gli enti pubblici sarebbero diventati più cauti. Non è però giusto, lamenta Giuliano, far pagare a tutti valutazioni sbagliate del passato. E cita un caso: “Hanno dato 14.000 euro a una famiglia per farla stare 10 mesi in un residence. Addirittura, l’assurdo, 3.500 euro per il solo mese di agosto. Ora, non è possibile che questo tipo di errori li debbano pagare altri che non ricevono così nessun tipo di aiuto”.
“Io faccio un appello a tutti quanti – conclude Giordano – di cercare di dare una mano a questa famiglia, trovare anche un alloggio di fortuna, perchè non è possibile che si debbano trovare per strada”.
E una mano, per il momento, qualcuno l’ha data. L’ufficiale giudiziario, arrivato in giornata, ha preso atto delle difficoltà della famiglia, che non ha neanche i soldi per l’anticipo in un residence, e ha concesso una proroga di un mese. Dopodiché, però, la famiglia dovrà lasciare la casa.
(Newsrimini.it)

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di Redazione   
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