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Bimba muore in ospedale a Ravenna. Indagati due medici

CronacaNazionale

23 febbraio 2010, 19:37

in foto: Da una parte i genitori, che lamentano di essere stati bollati come i "soliti napoletani piagnoni" quando invece la loro bimba è morta a poche ore dall'ingresso in pronto soccorso. Dall'altra l'Ausl di Ravenna, che sostiene che una simile affermazione "farebbe parte di una cultura che non ci appartiene".

Nel mezzo c’é la piccola Luigia Lanzano, che a soli tre anni è morta venerdì notte all’ospedale di Ravenna per cause che solo l’autopsia eseguita in mattinata potrà chiarire. I risultati saranno pronti entro 60 giorni. Un decesso, quello della piccola paziente, per il quale in seguito all’esposto dell’avvocato Dulvi – che tutela la famiglia napoletana – il Pm Monica Gargiulo ha indagato due medici: si tratta della pediatra che aveva seguito la bimba e di un medico del pronto soccorso ravennate. Da parte sua, l’Ausl della città romagnola già ieri mattina ha recapitato al magistrato una relazione tecnica sui fatti. Luigia, figlia minore di una giovane coppia originaria di Afragola, in provincia di Napoli, ma da anni residente a Cervia, sul litorale ravennate, in ospedale c’era arrivata verso le 18.35. “Parera impaurita, tremava, chiedeva sempre della mamma” hanno riferito alcuni degli operatori che per primi l’hanno ricevuta. E’ che non stava affatto bene: da alcuni giorni respirava solo a bocca aperta e almeno dal giorno prima aveva la febbre. Attorno alle 22.30 il suo cuore ha smesso di battere. “Ho passato tutta la domenica a tentare di capire cosa fosse successo. Ho ascoltato tutti quelli che l’hanno visitata – ha sottolineato Andrea Neri, direttore sanitario dell’ospedale romagnolo – la bimba è arrivata da noi sotto shock, già in evidente difficoltà respiratoria e in stato soporifero. Era fredda e cianotica, abbiamo fatto intervenire pediatra e rianimatore ma non c’é stato niente da fare”. Non era la prima volta che i medici ravennati visitavano quella piccola paziente. Già il 26 gennaio scorso – ha ricordato Neri – la bimba era stata portata in pronto soccorso. In quel caso era stata dimessa in buone condizioni, con una semplice sindrome gastrointestinale di natura virale”. Una diagnosi i cui postumi dovevano essere al vaglio della pediatra di famiglia. In ogni modo, secondo quanto lamentato dai genitori al quotidiano ‘Il Mattino’, la madre della piccola qualche giorno fa aveva messo al corrente la pediatra del fatto che la bimba avesse una temperatura corporea di circa 38 gradi. Era stata quindi concordata una visita specialistica, in attesa della quale alla bambina sarebbero stati prescritti semplici farmaci antipiretici. Dalla visita in una clinica privata, sempre di Ravenna, sarebbe emersa solo un’infezione del cavo orale. Qualcosa insomma che si poteva curare con un’adeguata terapia antibiotica. Ma nel pomeriggio di venerdì la situazione della piccola era precipitata, con febbre schizzata fino a 40. I genitori avevano allora scelto di accompagnare personalmente la piccola senza chiamare il 118. Qualcuno all’ospedale – una persona non identificata ma descritta “in camice bianco” – li avrebbe bollati come i “soliti napoletani piagnoni”. Ipotesi, questa, respinta dall’Ausl ravennate. Neri ha precisato in proposito di avere sentito “tutte le persone che sono venute a contatto con i genitori” senza che nessuna “mi riferisse dell’episodio”. Tuttavia “voglio andare fino in fondo a questa cosa”, e se fosse davvero accaduta “chiedo scusa” perché “farebbe parte di una cultura che non ci appartiene”. Fino ad ora però, ha proseguito Neri, “l’unico dato emerso viene dal grande impegno, umano e professionale, con il quale abbiamo assistito la piccola paziente e i suoi genitori. La madre è stata sempre tenuta dentro e adeguatamente informata, fino alla fine. Non parlerei certo di malasanità. Per il resto posso garantire che la morte della piccola è stato un evento che ha scosso e amareggiato davvero tutti, medici e infermieri”. La morte della piccola Luigia ha suscitato grande commozione anche ad Afragola: il sindaco, Vincenzo Nespoli, si è detto particolarmente amareggiato per la frase razzista riferita dai genitori: “Come diceva Albert Einstein, ‘due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbì”.

Ad aprire un’inchiesta anche la Commissione parlamentare sugli errori sanitari presieduta dall’on. Leoluca Orlando.
(ANSA)

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