13 novembre 2018

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Turismo. Aumentato

21 luglio 2009, 16:42

in foto: REGIONI: E-R; APPROVATO AUMENTO CANONI SPIAGGE, CON MODIFICA TOLTI RIFERIMENTI A LOCALITA', SOLO CRITERI PER INDIVIDUARLE (ANSA) - BOLOGNA, 21 LUG - L'Assemblea legislativa regionale ha approvato a maggioranza (opposizione astenute, unico contrario il neo consigliere socialista Casadei) il progetto di legge della Giunta che applica le maggiorazioni nazionali e regionali per i canoni del demanio marittimo, modificando la legge regionale 9/2002. Il testo classifica innanzitutto le aree di litorale secondo la Finanziaria 2007 e in base alla mancata conversione in legge dell'intesa tra Regioni, categorie e Dipartimento del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le aree vengono quindi definite ad 'alta' e 'normale' valenza turistica, ma nel dibattito d'aula è stato eliminato ogni riferimento alle località individuate che metteva in prima categoria cinque comuni (Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini e Riccione) dove i canoni di concessione venivano raddoppiati e nella seconda tutti gli altri, dove i canoni venivano mantenuti invariati per la parte nazionale. In ogni modo, la Regione applica un +35% rispetto al canone nazionale già adeguato: l'imposta viene riscossa dai Comuni, destinando il 30% alla Regione e trattenendo il 5%. L'assessore al turismo Guido Pasi, che ha ribadito l'impegno a destinare tutta la quota regionale al ripascimento dell'arenile, ha spiegato che la classificazione delle spiagge in A e B era "doveroso" farla, per evitare "i procedimenti per danno erariale, che erano ormai alle porte". "Abbiamo adottato un criterio analogo a quello del Veneto - ha spiegato - che nessuno ha contestato e che peraltro è una regione confinante: dunque sono spiagge ad 'alta valenza turistica' quelle in corrispondenza di insediamenti di pregio. Un criterio discusso e accettato dalle categorie - ha detto - che si sono impegnate a contribuire". Contestualmente, c'é "il prolungamento delle concessioni fino al massimo consentito dalla legge - ha aggiunto Pasi -: non rinnovo, ma prolungamento. L'applicazione di un bando per concedere il bene demaniale - ha precisato - non garantisce granché: è invece augurabile mantenere il nostro modello fatto di tanti piccoli e diversi bagni, così è stato applicato il 'diritto d'insistenzà previsto dalla legge italiana". Un concetto che però gli è stato contestato dal socialista riminese Stefano Casadei, che proporrebbe invece un sistema del tutto diverso. "La legge dello Stato (il Codice della navigazione) prevede l'asta per il bene demaniale - sottolinea a margine dei lavori d'aula - chi offre di più si aggiudica la concessione. Il diritto d'insistenza? La legge dice che si applica solo a parità di offerte". Secondo Casadei, "il prolungamento non fa l'interesse dell'amministrazione pubblica: garantisce solo delle lobby, come quelle di alcuni proprietari di chioschi-bar che pagano 3-400 euro di concessione e poi si rivendono la gestione per centinaia di migliaia di euro a stagione. L'asta permetterebbe di avere più soldi anche, ad esempio per adeguare depuratori e scarichi a mare, o aumentare le spiagge libere che ne abbiamo troppo poche in Emilia-Romagna". L'assessore Pasi ha anche precisato che il testo indica semplicemente i criteri e che l'individuazione delle aree avverrà in una delibera successiva. E' stata poi la presidente dell'Assemblea, Monica Donini, a ribadire - spiegando l'iter di una proposta di Silvia Noé (Udc) subemendata da Roberto Piva (Pd) - che dalla legge "sono stati tolti tutti i riferimenti alle località"

REGIONI: E-R; APPROVATO AUMENTO CANONI SPIAGGE, CON MODIFICA
TOLTI RIFERIMENTI A LOCALITA’, SOLO CRITERI PER INDIVIDUARLE
(ANSA) – BOLOGNA, 21 LUG – L’Assemblea legislativa regionale
ha approvato a maggioranza (opposizione astenute, unico
contrario il neo consigliere socialista Casadei) il progetto di
legge della Giunta che applica le maggiorazioni nazionali e
regionali per i canoni del demanio marittimo, modificando la
legge regionale 9/2002.
Il testo classifica innanzitutto le aree di litorale secondo
la Finanziaria 2007 e in base alla mancata conversione in legge
dell’intesa tra Regioni, categorie e Dipartimento del Turismo
della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le aree vengono quindi definite ad ‘alta’ e ‘normale’ valenza
turistica, ma nel dibattito d’aula è stato eliminato ogni
riferimento alle località individuate che metteva in prima
categoria cinque comuni (Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini e
Riccione) dove i canoni di concessione venivano raddoppiati e
nella seconda tutti gli altri, dove i canoni venivano mantenuti
invariati per la parte nazionale. In ogni modo, la Regione
applica un +35% rispetto al canone nazionale già adeguato:
l’imposta viene riscossa dai Comuni, destinando il 30% alla
Regione e trattenendo il 5%.
L’assessore al turismo Guido Pasi, che ha ribadito l’impegno
a destinare tutta la quota regionale al ripascimento
dell’arenile, ha spiegato che la classificazione delle spiagge
in A e B era “doveroso” farla, per evitare “i procedimenti
per danno erariale, che erano ormai alle porte”. “Abbiamo
adottato un criterio analogo a quello del Veneto – ha spiegato –
che nessuno ha contestato e che peraltro è una regione
confinante: dunque sono spiagge ad ‘alta valenza turistica’
quelle in corrispondenza di insediamenti di pregio. Un criterio
discusso e accettato dalle categorie – ha detto – che si sono
impegnate a contribuire”. Contestualmente, c’é “il
prolungamento delle concessioni fino al massimo consentito dalla
legge – ha aggiunto Pasi -: non rinnovo, ma prolungamento.
L’applicazione di un bando per concedere il bene demaniale – ha
precisato – non garantisce granché: è invece augurabile
mantenere il nostro modello fatto di tanti piccoli e diversi
bagni, così è stato applicato il ‘diritto d’insistenzà
previsto dalla legge italiana”.
Un concetto che però gli è stato contestato dal socialista
riminese Stefano Casadei, che proporrebbe invece un sistema del
tutto diverso. “La legge dello Stato (il Codice della
navigazione) prevede l’asta per il bene demaniale – sottolinea a
margine dei lavori d’aula – chi offre di più si aggiudica la
concessione. Il diritto d’insistenza? La legge dice che si
applica solo a parità di offerte”. Secondo Casadei, “il
prolungamento non fa l’interesse dell’amministrazione pubblica:
garantisce solo delle lobby, come quelle di alcuni proprietari
di chioschi-bar che pagano 3-400 euro di concessione e poi si
rivendono la gestione per centinaia di migliaia di euro a
stagione. L’asta permetterebbe di avere più soldi anche, ad
esempio per adeguare depuratori e scarichi a mare, o aumentare
le spiagge libere che ne abbiamo troppo poche in
Emilia-Romagna”.
L’assessore Pasi ha anche precisato che il testo indica
semplicemente i criteri e che l’individuazione delle aree
avverrà in una delibera successiva. E’ stata poi la presidente
dell’Assemblea, Monica Donini, a ribadire – spiegando l’iter di
una proposta di Silvia Noé (Udc) subemendata da Roberto Piva
(Pd) – che dalla legge “sono stati tolti tutti i riferimenti
alle località”

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