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Piano casa e legge urbanistica regionale. I commenti di Piva (PD) e Renzi (PDL)

PoliticaRegione

1 luglio 2009, 19:21

in foto: Ieri la Regione ha approvato la nuova legge urbanistica. Sul tema giungono i commenti dei consiglieri regionali Roberto Piva (PD) e Gioenzo Renzi (PDL).

La nota di Roberto Piva (PD)

Meno burocrazia, maggiore risparmio energetico, attenzione alla sicurezza sismica e quote di edilizia residenziale sociale. Sono queste alcune delle novità contenute nella nuova legge urbanistica “Governo e riqualificazione solidale del territorio” approvata ieri sera dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

«La nuova legge urbanistica – commenta il Consigliere del gruppo PD Roberto Piva – si pone diversi obiettivi, compreso quello di dare una prima risposta alla crisi del settore dell’edilizia. Però attraverso un’azione concertata con le Istituzioni locali, senza ricorrere a pericolose deregolazioni che potrebbero mettere a repentaglio la qualificazione del territorio. Abbiamo snellito gli iter burocratici prevedendo norme acceleratorie dei processi edilizi, tenendo conto del sistema delle regole e dei processi di pianificazione che sono una ricchezza e un valore della nostra regione. Inoltre si è introdotto a regime, e dunque sia per i diciotto mesi di validità dell’intervento straordinario sia per gli anni successivi, un sistema che favorisca lo sviluppo delle attività produttive già insediate nel nostro territorio, qualora vogliano investire per ampliarsi e ristrutturare le proprie produzioni, introducendo una procedura accelerata di variante agli strumenti urbanistici, rispettosa dei ruoli istituzionali delle amministrazioni coinvolte e coerente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale delle trasformazioni del territorio».

Prosegue Piva: «La legge approvata ieri sera (recependo l’accordo Stato-Regioni) prevede che le abitazioni possano essere ampliate del 20%, fino a un massimo di 70 metri quadrati, nel rispetto della normativa antisismica e del risparmio energetico. L’ampliamento può arrivare fino al 35% (massimo di 130 metri quadrati) se tutto l’edificio viene adeguato alla normativa antisismica e di risparmio energetico. Naturalmente ogni Comune può indicare aree (ad es. centri storici, zone di interesse ambientale o tutelate) dove gli ampliamenti non sono previsti. E’ possibile, inoltre, demolire edifici collocati in aree non idonee, e ricostruirli in altre zone con una premialità che può arrivare al 50%».

Sempre sul fronte della semplificazione delle procedure, novità sono previste in particolare per quanto riguarda le opere pubbliche. Per realizzare una strada, ad esempio, si unifica in un solo passaggio quanto prima era frazionato in tre-quattro procedure distinte (localizzazione, progettazione, valutazione ambientale e avvio dei lavori) mettendo quindi insieme tutti i momenti che vanno dal progetto preliminare fino al cantiere, compreso l’esproprio quando necessario. Specifiche norme riguardano la pianificazione urbanistica comunale. L’obiettivo è favorire l’adozione dei Piani strutturali comunali, favorendo per i piccoli Comuni (con meno di 5 mila abitanti) che fanno parte di Unioni di Comuni l’approvazione in forma associata . Questi enti potranno, infatti, attribuire funzione di Piano strutturale comunale (il Psc) al Piano territoriale provinciale (Ptcp). Nella valutazione delle domande per l’ampliamento delle abitazioni private, verranno privilegiati i progetti che prevedono interventi di risparmio energetico.
«Strategico – aggiunge il Consigliere Regionale del Pd – è il tema dell’edilizia residenziale sociale che favorisce la coesione sociale e la qualità delle nostre città anche in relazione al tema della sicurezza. Oggi è più che mai attuale l’esigenza delle politiche abitative pubbliche. Ogni intervento previsto nei “programmi di riqualificazione urbana” dovrà garantire una quota di edilizia residenziale sociale non inferiore al 20%, per giovani coppie, studenti, portatori di handicap, cittadini stranieri. Inoltre per abbattere i costi delle abitazioni, verranno istituiti demani comunali di aree edificabili per edilizia sociale ceduti dai nuovi interventi su aree di espsansione. A questo scopo sono previste specifiche risorse regionali in favore dei Comuni». Le norme inoltre consentono maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte di riqualificazione urbana e una crescente cooperazione tra la regione e gli Enti Locali. «Si tratta di una scelta politica importante – conclude Roberto Piva – perché favorisce il rilancio dell’attività edilizia in coerenza con la pianificazione urbanistica territoriale, rispettando i principi di responsabilità e, legalità e di rispetto delle regole».

La nota di Gioenzo Renzi (PDL)

“Nel Piano Casa e nella nuova legge urbanistica della Regione Emilia Romagna, approvate ieri dall’Assemblea Legislativa, non viene data nessuna opportunità di ampliamento e/o ristrutturazione per la ricettività turistico – alberghiera e per le aziende commerciali.”
Questo è quanto dichiarato dal Consigliere Regionale Gioenzo Renzi di AN-PDL, dopo la bocciatura dei suoi emendamenti, da parte della maggioranza di centro sinistra.
“Al riguardo, infatti – precisa Renzi – avevamo presentato 4 emendamenti, tutti respinti.

In particolare avevamo chiesto di inserire nell’’articolo 54 “Interventi di demolizione e ricostruzione” del cosiddetto Piano Casa, la possibilità di poter effettuare tali interventi con aumenti fino al 30 per cento della superficie coperta anche per quegli edifici adibiti ad uso diverso da quello residenziale, esistenti alla data del 31 marzo 2009, al fine di concedere alle varie tipologie di impresa di poter riqualificare completamente una loro struttura, fermo restando i divieti, i limiti e le condizioni prescritte per la realizzazione dei suddetti interventi, oltre che la disposizione che tali ampliamenti non sono cumulabili con altri ampliamenti previsti dagli strumenti urbanistici comunali vigenti, come ad esempio la variante alberghi del Comune di Rimini.

Inoltre – prosegue il Consigliere – avevamo proposto di estendere l’opportunità, introdotta nella nuova legge urbanistica della Regione, di ottenere l’approvazione di una variante urbanistica, per eseguire lavori di ampliamento e di ristrutturazione ad un proprio fabbricato, in soli 5 mesi, passando attraverso la Conferenza di Servizi e poi in Consiglio Comunale, oltre che per le imprese industriali ed artigianali, anche per la ricettività turistico alberghiera e le attività commerciali.

Proposta, che purtroppo, è stata respinta, penalizzando di fatto ancora una volta – evidenzia Renzi – lo sviluppo e la riqualificazione di piccoli esercizi commerciali, con superficie di vendita non superiore ai 250 mq, dal momento che per le altre tipologie di vendita ci sono maggiori requisiti urbanistici da rispettare, nonché le attività turistico alberghiere.”

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