domenica 20 gennaio 2019
In foto: La commissione regionale Turismo ha licenziato il progetto di legge che applica le maggiorazioni nazionali e regionali per i canoni del demanio marittimo.
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mer 15 lug 2009 18:32 ~ ultimo agg. 00:00
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Il testo classifica, come previsto dalla legge nazionale, le aree di litorale in quelle ad ‘alta’ e ‘normale’ valenza turistica: nella prima categoria ci sono i comuni di Rimini, Riccione, Ravenna, Cervia e Cesenatico dove si prevede un raddoppio dei canoni di concessione (in realtà riguardano solo alcuni bagni, come quello del Grand Hotel riminese, e alcuni locali, come quelli del Marano a Riccione) ; nella seconda, tutti gli altri comuni costieri, dove i canoni vengono mantenuti invariati. La Regione applica invece un +35% rispetto al canone nazionale: l’imposta viene riscossa dai Comuni, destinando il 30% alla Regione e trattenendo il 5% per il bilancio dei Comuni. Allo stesso tempo le convenzioni potranno essere prolungate dagli attuali sei anni fino ai venti, su richiesta. Roberto Piva (Pd) è relatore del provvedimento, atteso in aula la prossima settimana. Marco Lombardi (Pdl) ha criticato la modifica dell’imposta che per i bagnini si traduce in “un aumento medio da 500 a 3.500 euro” cassando anche l’incremento percentuale calcolato sulla quota nazionale, che farebbe lievitare di nuovo anche l’importo regionale in caso di crescita del canone nazionale.

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di Simona Mulazzani
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