domenica 20 gennaio 2019
In foto: Due luminari belgi della chirurgia ortopedica hanno visitato oggi il reparto di chirurgia della Spalla e del Gomito dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica e sono entrati in sala operatoria con il primario Giuseppe Porcellini.
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mar 7 lug 2009 12:55 ~ ultimo agg. 00:00
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“Questa dei colleghi belgi – ha precisato Porcellini – non è una semplice visita: si tratta piuttosto di un importante momento di scambio di conoscenze nell’ottica di migliorare l’approccio sul paziente e la sua presa in carico secondo le più avanzate metodiche”.

La nota stampa

Riconoscimento dell’eccellenza dell’Unità Operativa di Chirurgia della Spalla e del Gomito dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica e al tempo stesso proficuo scambio di idee e di metodologie su casi clinici specifici. Vanno intese in questo senso le numerose visite di chirurghi ortopedici stranieri al reparto guidato dal dottor Giuseppe Porcellini.

Ultimi due esempi, la visita di alcuni medici del Kazakistan un paio di mesi fa ma soprattutto, nella giornata di oggi, di due luminari belgi, che sono entrati in sala operatoria col dottor Porcellini. Si tratta del dottor Geert Declerq di Deurme (protagonista del recente congresso europeo di chirurgia ortopedica tenutosi a Bruges) e del dottor Dirk Petrè, di Izegen.

I due professionisti, guidati dal dottor Porcellini, e alla presenza del sindaco di Cattolica Marco Tamanti, che è venuto a portar loro il saluto ed un piccolo presente della città, hanno dapprima visitato i locali dell’Unità Operativa, compresa la vasca di riabilitazione al pianterreno, dalla quale sono rimasti particolarmente colpiti. “Non avevo mai visto una piscina dentro l’ospedale – ha commentato Petrè –: da noi vi sono strutture simili vicine agli ospedali, ma non dentro”. E più in generale i due professionisti belgi sono rimasti positivamente impressionati dalla qualità e dall’accoglienza della struttura.

Quindi l’intervento col dottor Porcellini, che precisa: “Questa dei colleghi belgi non è una semplice visita: si tratta piuttosto di un importante momento di scambio di conoscenze, esperienze, idee, sempre nell’ottica di migliorare il più possibile l’approccio sul paziente e la sua presa in carico secondo le più avanzate metodiche”.

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di Redazione
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